L’elisir di lunga vita non è una sostanza segreta, anzi: la conosciamo bene e possiamo metterla in tavola con facilità. Si tratta della dieta mediterranea, che in tutti gli studi si è confermata, anche di recente, un vero toccasana. Una dieta che è fatta di piatti gustosi e ingredienti freschi, ma anche di movimento, convivialità, buon vivere. Eppure, secondo un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, solo il 5% degli italiani la adotta pienamente, mentre l’84% ha un’aderenza media e l’11% molto bassa. I meno “bravi” sono gli uomini con più di 40 anni. Colpa della vita di fretta e dell’abitudine crescente a ricorrere a piatti pronti e trasformati, pasti fuori casa, delivery e fast food. Ma anche la percezione, sbagliata, che un’alimentazione fresca e sana sia troppo cara. Quasi un italiano su 3 pensa – secondo una ricerca condotta dalla Fondazione Edamus con BVA Doxa – che la dieta mediterranea sia costosa, percentuale che sale al 39% tra i giovani tra i 18 e i 34 anni.
Buon pomodoro, ma quanto mi costi?
L’estate, quando il caldo ci invoglia a pasti più freschi e leggeri, può essere un buon momento per tornare a praticarla, cominciando dal portare le 5 porzioni raccomandate di frutta e verdura – i pilastri della dieta mediterranea – a tavola.
A invogliarci c’è anche il fatto che alla Coop, quest’estate, torna lo sconto del 40% su alcuni prodotti freschissimi: dopo i pomodori ciliegini e le ciliegie a maggio e giugno, per alcune settimane tra luglio e agosto, a rotazione, saranno in offerta anche pesche e nettarine, uva, cocomeri, meloni e i pomodori (freschi, ma anche la passata di pomodoro Densa Coop). In vista delle giornate all’aperto, la stessa offerta toccherà anche i migliori tagli di carne per la classica grigliata.
Proprio il pomodoro è il re dei nostri carrelli. Nel 2024, Coop ha venduto 24 milioni di chili di pomodori freschi, che si sono “piazzati” tra i prodotti più acquistati nei reparti ortofrutta, appena dietro alle patate e più di tutte le altre orticole. Ma il pomodoro è anche il simbolo della dieta mediterranea. Sotto il profilo nutrizionale, tutte le varietà di questo ortaggio sono ricche di vitamine e di licopene, un potente antiossidante che viene rilasciato soprattutto sminuzzando e triturando la buccia, che è la parte più ricca di questa sostanza. Come mai è così buono? Il succo dei frutti maturi presenta un elevato contenuto di acido glutammico, che gli conferisce quel suo gusto sapido e piacevole: ma in questo caso si tratta di una sostanza tutta naturale e benefica, a differenza del glutammato industriale che farcisce molti piatti pronti.
La sua bontà, poi, aumenta in cottura. Proprio l’acido glutammico diventa maggiormente biodisponibile con la maturazione e la lavorazione, industriale o casalinga. La cottura agevola la formazione di composti che possono essere assorbiti con maggiore facilità, mentre un giro d’olio d’oliva ne favorisce la biodisponibilità.
Rosso, giallo e… nero
Difficile trovare un ingrediente più versatile, capace di interpretare le tante anime, da quella tradizionale alla più sofisticata, della cucina italiana.
A seconda delle varietà ogni tipo di pomodoro ha un suo grado zuccherino, consistenza e sapore diversi, che lo rendono più adatto alle diverse preparazioni: in insalata, al forno, ripieno, per sughi e salse, oppure conservato in passate, concentrati, pelati in barattolo e via trasformando.
Solo nei reparti dell’ortofrutta fresca, tra i prodotti a marchio Coop, ne troviamo una trentina di varietà: «I più diffusi sono i rossi, – spiega Germano Fabiani, responsabile Ortofrutta di Coop Italia – come il tondo rosso a grappolo, il Ciliegino, il Piccadilly o grappolo ciliegia, i datterini, i San Marzano… Poi ci sono i pomodori verdi, i cosiddetti “insalatari”: tondo liscio, costoluto, cuore di bue e San Marzano verde. Negli ultimi anni è sempre più apprezzato anche il datterino giallo, in una sorta di “ritorno al futuro”: quando furono importati dal nuovo continente, dopo la sua scoperta da parte di Cristoforo Colombo, la buccia dei pomodori era gialla. E negli ultimi anni si stanno selezionando anche pomodori molto scuri, quasi neri, particolarmente ricchi di licopene». I marchi con i quali sono in vendita i pomodori Coop sono Fiorfiore, Origine, Vivi Verde Bio; tra gli ultimi arrivati, c’è anche il pomodoro rosso senza nichel (ne parliamo qui sotto).
Da ricordare anche che nei pomodori, come in tutta l’ortofrutta a marchio Coop, i residui di fitofarmaci sul prodotto finito sono inferiori del 70% rispetto al residuo massimo ammesso. Come ci si è riusciti? Da decenni Coop è impegnata per ridurre i pesticidi in agricoltura e ha investito nella produzione integrata, sul biologico e sull’agricoltura di precisione, che permette una distribuzione mirata di acqua, fertilizzanti, prodotti fitosanitari solo quando e dove serve. Nella coltivazione è stata esclusa o limitata la presenza delle molecole più problematiche per la salute e l’ambiente. Mentre i fornitori di prodotti agricoli Coop devono occuparsi anche della tutela delle api e degli insetti impollinatori, cioè destinare il 3% dei terreni coltivabili a siepi e fiori per migliorare l’habitat naturale, mettendo al bando le sostanze particolarmente tossiche.
Un buon pomodoro è anche giusto
Se dal banco dell’ortofrutta passiamo alle conserve di pomodoro, tra i prodotti a marchio Coop si contano un totale di 34 proposte diverse: passate, vellutate, polpa, concentrato, pelati e pomodori al naturale, declinate dalle specialità Fiorfiore a quelle biologiche Vivi Verde, fino agli Spesotti, superconvenienti, passando per 20 preparati diversi per consistenze e lavorazioni, capaci di interpretare tutti i gusti e le ricette (comprese le “selezioni” come La Densa, La Rustica, La Maremmana, La Vellutata e i Dolci).
E per chi invece preferisce fare la passata in casa seguendo la ricetta di famiglia? Ci sono le cassette da 10 chili: «Da sette anni la campagna del pomodoro da salsa, tra fine luglio e tutto agosto – aggiunge Fabiani -, viene presidiata e garantita con la linea di pomodori “Buoni e giusti Coop”. E da qualche anno mettiamo in vendita anche i pomodori “No Cap”, realizzati da realtà che lottano contro il caporalato e per una filiera etica». Non a caso a fine giugno Coop ha sostenuto il CaterRaduno 2025, l’appuntamento annuale della trasmissione di Rai Radio 2, donando prodotti Libera Terra e passata di pomodoro “No Cap” come ingredienti della grande cena solidale. In tavola, a Cervia, 2 mila persone si sono unite per gustare un piatto di cappelletti al ragù i cui proventi sono andati a Libera, l’associazione contro le mafie fondata da don Ciotti. Il caporalato, l’illegalità e la criminalità organizzata infatti continuano ad avvelenare parti dell’agricoltura italiana, anche nella filiera del pomodoro. Secondo l’8° Rapporto Eurispes, il business delle agromafie in poco più di 10 anni è arrivato a 25,2 miliardi; cioè ha praticamente raddoppiato il volume d’affari.
Stop al caporalato
Coop non si avvale mai di aste a doppio ribasso sull’ortofrutta, ma richiede ai fornitori di sottoscrivere e rispettare un codice di comportamento specifico che tutela anche i diritti dei lavoratori. E dal 2016, con la campagna Buoni e Giusti, l’impegno è stato esteso anche ai fornitori di ortofrutta non a marchio Coop.
Il rispetto degli accordi viene poi verificato sul campo, con ispezioni indipendenti. Se qualcosa non va, Coop chiede un immediato piano di miglioramento o, in relazione alla gravità, può anche escludere dalle forniture le aziende coinvolte. «Anche per le conserve controlliamo la filiera in modo molto stringente – conferma Laura Stefanini Nanni, che in Coop Italia è responsabile della business unit Salse, Condimenti e Conserve –. Tra aprile e giugno vengono individuati i potenziali fornitori, che devono garantire una serie di requisiti di qualità ed etica: utilizzare pomodoro al 100% italiano, consentire di rintracciare ogni pomodoro fino al campo, assicurare residui chimici inferiori del 70% rispetto ai limiti della legge sul prodotto finito, requisiti di aspetto e qualità del prodotto». Così che quel pomodoro sia davvero buono e conveniente per tutti.
Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop

2 Commenti. Nuovo commento
Ritengo che l’articolo sui pomodori sia molto interessante, anche perché in famiglia ne consumiamo molti. Mi dedico alla coltivazione di ortaggi, ma nel momento in cui i miei non sono ancora maturi li acquisto alla COOP, anche perché hanno quelli senza nichel. Un punto a vostro favore è che vengono rispettati i diritti dei lavoratori. Facciamo anche la passata fatta in casa, abbiamo acquistato 10 cassette da 10 Kg. i prodotti che acquisto più spesso sono quelli della fior fiore, Origine e Vivi Verde. L’articolo in pratica ci fornisce informazioni interessanti sulla qualità, la provenienza, i controlli effettuati, la filiera e i valori nutrizionali dei prodotti.
Ritengo che l’articolo sui pomodori sia molto interessante, anche perché in famiglia ne consumiamo molti. Mi dedico alla coltivazione di ortaggi, ma nel momento in cui i miei non sono ancora maturi li acquisto alla COOP, anche perché hanno quelli senza nichel.