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Artigiani fai da te: la scalata degli elettroutensili

Artigiano con trapano

Se ai tempi del Covid fu il lockdown a favorire l’esplosione del fai da te domestico, oggi, a distanza di 4 anni, è l’attenzione al risparmio la molla principale che rende tanti italiani dei bricoleur:  negli ultimi due anni, infatti, la crescita dell’inflazione ha piegato quasi tutti i consumi, ma non il mercato della manutenzione e riparazione, che si mantiene di alcuni punti percentuali sopra anche rispetto agli anni della pandemia. In questa cornice non stupisce la diffusione degli elettroutensili professionali o semiprofessionali: apparecchi che guardavamo con invidia nelle mani dell’artigiano di turno, divenuti ormai di uso domestico.

Gli attrezzi a batteria estraibile e ricaricabile stanno entrando nello sgabuzzino di casa, nel garage attrezzato o nel laboratorio. Senza fili, come il trapano avvitatore e/o a impulsi, la levigatrice orbitale e/o rotorbitale, la smerigliatrice angolare formano una triade presente anche nella grande distribuzione. Con una caratteristica interessante, in molte delle proposte, ovvero il sistema a batteria compatibile che si sposta dagli attrezzi da lavoro a quelli del giardino, fino ai monopattini elettrici. Con il risultato che macchine molto diverse tra loro sono servite da un solo tipo di batteria (vedi box), a beneficio della semplicità d’uso, del risparmio e della sostenibilità ambientale. Ma vediamo ora più da vicino gli strumenti in questione.

Trapano avvitatore o a impulsi.  Il primo è indispensabile nella piccola falegnameria e utile in tanti lavori di casa. Il secondo, a suo sfavore, ha una maggiore rumorosità e una minore potenza, anche se la batteria dura di più. Tra i due attrezzi cosa cambia? La modalità di trasmissione della forza: dal motore direttamente al mandrino (nel trapano avvitatore) o tramite alberi di rotazione (nel trapano a impulsi). La scelta determina poi anche l’acquisto degli inserti, che non sono gli stessi per le due tipologie di macchina. Un buon trapano avvitatore dispone oggi della regolazione della coppia e della modalità percussione, che consente di eseguire fori (fino a 10 millimetri) anche nel cemento armato, pur non essendo un tassellatore. Agli apprendisti si consiglia, per non farsi male al polso ed essere più precisi, la doppia impugnatura. I principali parametri da valutare prima dell’acquisto di un trapano sono l’amperaggio della batteria (dai 2 ai 5 ampere per i più professionali), il voltaggio (da 10 a 18 Volt), i newton metro della potenza di coppia, la velocità dei giri al minuto, il peso. Tra gli optional più utili, la luce.

Levigatrice tonda.  Le sue funzioni sono levigare per sgrossatura, per finitura e infine lucidare. Può essere di tipo orbitale o rotorbitale: il disco ruota sempre su sé stesso e oscilla, ma la rotorbitale, dotata di un movimento rotatorio aggiuntivo, garantisce asportazioni più consistenti di materiale pur lasciando alla fine delle rigature. Commutando però la funzione, e cambiando il platorello (il disco allestremità della macchina), si trasforma anchessa in orbitale, ideale per affinare le superfici con punte triangolari e abrasivi giusti. Per avere uno strumento potente, è meglio non scendere sotto i 750 Watt. Per i più curiosi: con la parola “orbitale” s’intende la corsa della levigatura (a forma di orbita), misurata in millimetri.

Smerigliatrice angolare. Nota anche come flessibile o flex – nomignolo balzato agli onori della cronaca per il caso Flexman, il vandalo degli autovelox –, la smerigliatrice angolare taglia (producendo scintille, per cui vanno protetti gli occhi), leviga e lucida superfici varie, come legno, metalli, pietra e mattonelle. È subito riconoscibile per la protezione circolare nel caso il disco “esplodesse”.  I dischi per tagliare i metalli sono sottili, quelli per smerigliare (dopo un taglio o una saldatura) spessi e pesanti. La doppia impugnatura è importante anche qui per la sicurezza e per avere un buon taglio, specie se si è artigiani dellultima ora…

La libertà corre senza filo. I principali elementi da considerare quando si acquistano batterie per elettroutensili sono la capacità (espressa in ampere-ora, Ah), la tensione (in Volt), la compatibilità, la durata, la sicurezza. Ma ancora prima la tipologia. Dalle batterie al nichel-cadmio (NiCd), che presentano un buon rapporto qualità-prezzo ma nel tempo si ricaricano sempre meno, si è approdati oggi all’impiego prevalente delle batterie agli ioni di litio (Li-ion), di lunga durata e ricaricabili in qualsiasi momento. Inoltre sono più leggere, ad esempio, delle batterie al nichel-metallo idruro (NiMH), che rappresentano un’alternativa più ecologica al cadmio. Un passo avanti ancora troviamo le batterie agli ioni di litio-polimero (Li-Po), adatte a elettroutensili con design particolari, che vantano un’efficienza energetica superiore al litio stesso.
Il caricabatteria va scelto seguendo le istruzioni allegate alla batteria e sulla base delle necessità personali, come ad esempio la ricarica veloce. Esistono caricabatterie a tempo (che consentono d’impostarlo con esattezza), a riconoscimento automatico (che si adattano da sole al tipo di batteria), a multi-stadio (che utilizzano più livelli di ricarica per ottimizzare le prestazioni) e a induzione magnetica (non occorre collegare fisicamente il caricabatterie alla batteria). In genere il caricabatterie è incluso nella valigetta kit di acquisto in “bundle” con due batterie. Nei sistemi che lo prevedono, chi la possiede già può acquistare altri utensili senza doversi preoccupare di altro.

Tag: bricolage, utensili

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