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Addio scopa, ora c’è il ciclone che cattura la polvere

Aspirapolvere.jpgCiclonico o anticiclonico? Non ci riferiamo al clima della ormai prossima estate, ma al funzionamento dell’aspirapolvere, un termine alquanto riduttivo e insufficiente oggi per definire una moltitudine di apparecchi “ammazzapolvere” molto differenziati tra di loro.

Prendiamo l’aspirapolvere con il sistema ciclonico, inventato da un’azienda inglese, che è balzato in cima alle preferenze degli italiani. In Coop copre il 60% del venduto contro il 40% dei modelli normali a sacchetto. Come funziona? Al pari di certe macchine che nei mulini separano la pula dal grano, lo sporco una volta entrato viene praticamente centrifugato: un sistema di coni costringe i flussi d’aria a compiere un movimento a spirale e i residui finiscono così nel contenitore senza ridurre il “tiraggio” né intasare il filtro come nei modelli tradizionali, dove l’aria passa attraverso il sacco. Un bel vantaggio, apprezzabile soprattutto negli aspirapolvere multiciclonici capaci di separare quasi del tutto la polvere, a differenza dei monociclonici che vi riescono all’incirca al 75%.

Oltre ad evitare la  perdita di aspirazione, i “ciclonici” consentono un risparmio economico sui sacchetti di carta (difficili perlopiù da reperire per la grande varietà dei modelli in commercio) e hanno un minore impatto sui consumi, soddisfacendo i nuovi requisiti europei che individuano nella capacità di raccolta della polvere, e non più nel wattaggio (vedi box), il criterio prevalente di risparmio energetico. Possono inoltre montare anch’essi il filtro HEPA, ideale per chi è allergico. Il loro prezzo medio si aggira intorno ai 100 euro, tra il 15% e il 20% in più di quanto occorre per un aspirapolvere a sacco che vanta dalla sua una capacità del serbatoio generalmente superiore e qualche fastidio in meno nello svuotamento.

Ancora più recenti sono i robot aspirapolvere. L’interesse per queste macchine completamente automatizzate tuttavia si sta affievolendo così come non decollano le vendite dei bidoni aspiratutto, degli aspirapolveri ad acqua e dei più professionali aspirapolveri a vapore. Questi ultimi, un po’ ingombranti, sono dei veri “tuttofare”, che ammorbidiscono lo sporco con l’acqua, lo sciolgono ad alte temperature e lo rimuovono a pressione: sono utili su varie superfici, dai pavimenti ai vetri ai materassi, fino alle tapparelle e ai cerchioni per auto, nonché nella lotta ad acari e allergeni. 

Aspirando tutti i giorni. Grazie al peso che si è alleggerito e alle dimensioni ridotte, la scopa elettrica è riuscita a vincere le iniziali diffidenze delle casalinghe ed è ormai l’elettrodomestico di eccellenza per le pulizie di tutti i giorni o per case su più piani (ma chi usa ancora la vecchia ecologica scopa non deve sentirsi per questo da meno). Il 30% del venduto in Coop in questo settore è occupato proprio dalle scope elettriche con o senza il sacchetto; anche qui la versione “ciclonica” è in ascesa. Rispetto alle scope elettriche con il filo, quelle ricaricabili a batteria sono più pratiche ma meno potenti e con il problema dell’autonomia (al massimo un’ora). La batteria aggiunge inoltre ulteriore peso al corpo dell’elettrodomestico.

Le ricaricabili stanno lentamente sostituendo un altro piccolo elettrodomestico, l’aspirabriciole, che nei modelli ibridi è incorporato e staccabile all’occorrenza. Ciò  consente di risolvere il problema del peso e di prendere due piccioni con una fava… Alcuni modelli  montano le batterie stilo di tipo AA o AAA, più facili da sostituire quando l’autonomia diminuisce troppo con l’uso. E anche questo aiuta la loro diffusione.

maggio 2015

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