Attualità

Unione Europea, gli obiettivi a cui puntano i finanziamenti

Oltre alla dimensione politica e istituzionale, l’Unione Europea è anche, concretamente e quotidianamente, un elemento di straordinaria importanza nel sostegno economico a progetti di intervento e innovazione nei più diversi campi, a favore di imprese, enti e realtà territoriali. Se si guarda al periodo 2007-2013 (la programmazione finanziaria europea è definita su base settennale) partendo dai dati disponibili sul sito www.opencoesione.it  (voluto dall’ex-ministro Luciano Barca), si può vedere che i progetti attuati o in corso di attuazione (che rientrano nel capitolo generale della coesione territoriale) hanno mosso ben 99 miliardi di euro, di cui circa 28 di provenienza europea, poi quasi sempre accompagnati da cofinanziamenti nazionali. I progetti in corso e monitorati sono ben 723 mila e prevedono un finanziamento complessivo di 66,7 miliardi di euro.

Circa il 56% di questi progetti riguarda la realizzazione di infrastrutture (per 37 miliardi di euro), il 26% riguarda l’acquisto di beni e servizi (per quasi 18 miliardi di euro), il 12% l’innovazione delle imprese (per 8 miliardi di euro). I settori tematici in cui si interviene sono i trasporti 26%, la ricerca 14%, l’ambiente 12% e l’istruzione 11%.

Recentemente l’Unione europea ha approvato il nuovo budget 2014-2020, che, richiamandosi alla strategia politica Europa 2020, è focalizzato su 5 obiettivi per rilanciare una crescita che sia intelligente, sostenibile e solidale. I 5 obiettivi sono: portare al 75% il tasso di occupazione nella fascia di età 20-64 anni; garantire investimenti su ricerca e sviluppo in una percentuale di almeno il 3% sul Pil; in campo ambientale si punta sulla strategia (in parte in via di aggiornamento) del 20/20/20, cioè ridurre del 20% i gas serra, avere un 20 di energia da fonti rinnovabili e migliorare del 20% l’efficienza energetica; quarto obiettivo è portare il tasso di abbandono scolastico precoce al di sotto della soglia del 10%; ultimo ma non meno importante, togliere dalla povertà e da situazioni di emarginazione almeno 20 milioni di persone. Questi obiettivi vengono poi articolati e specificati per ogni nazione e quindi anche per l’Italia.

Intorno a questi 5 obiettivi il bilancio europeo (poco meno di 1.000 miliardi di euro) concentrerà le sue politiche. A fianco della PAC, la politica agricola comune, che tuttora assorbe circa un terzo delle risorse, si collocano da un lato i più noti fondi strutturali (il Fondo europeo di sviluppo regionale, a sostegno in estrema sintesi della competitività territoriale e delle infrastrutture; e il Fondo sociale europeo, a sostegno del “capitale umano”, dell’occupabilità, della formazione, della lotta all’emarginazione sociale), il cui ammontare è frutto di un negoziato tra la Commissione europea e il governo di ciascuno Stato membro, e che sono poi gestiti in maniera decentrata sui territori attraverso le Regioni. Sono importanti risorse per lo sviluppo e la coesione dei territori, che per l’Italia nel settennio 2014-2020 ammontano a circa 30 miliardi di euro, a cui si aggiunge il cofinanziamento nazionale. A fianco di questi, ci sono i fondi a gestione diretta, ai quali si concorre senza “quote nazionali” bensì partecipando a bandi di gara lanciati direttamente da Bruxelles nei più diversi ambiti di intervento: tra i più noti, Erasmus+, a sostegno di scuola, formazione, giovani e sport, oppure Europa creativa, a sostegno delle arti e della cultura, o ancora Horizon 2020 a sostegno della ricerca e dell’innovazione.

Sulla capacità del nostro Paese di utilizzare al meglio le risorse dell’Unione europea tanto si discute, con la consapevolezza che la gestione di fondi europei richiede alle nostre amministrazioni centrali, regionali e locali sforzi importanti.

Per informazioni sull’Unione europea rimandiamo al portale ufficiale dell’UE www.europa.eu, nonché ai centri Europe Direct, rete ufficiale della Commissione europea sul nostro territorio, che ha il compito di informare sul funzionamento dell’UE e sulle sue opportunità, anche di finanziamento (http://europa.eu/europedirect/index_it.htm).   

marzo 2014

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