Attualità

Telefonate selvagge? Opponiti!

telefonate che fanno arrabbiare

Squilli improbabili dall’Italia, interurbane da Marocco, Gran Bretagna o altri Paesi. Con voci spesso preregistrate e impossibili da bloccare inserendole in una black list. Perché i messaggi, chiamati robo-call, partono a rotazione da sistemi automatizzati. Fino a un anno fa, essendo normati in altro modo, sfuggivano a ogni protezione. E per le altre chiamate moleste, finora bisognava essere presenti negli elenchi telefonici pubblici ed essersi iscritti al Registro pubblico delle opposizioni. Un meccanismo un po’ farraginoso, seguito da pochi: 1 milione e mezzo di persone. Moltissime di più quelle che, in questi anni, sono state raggiunte da forme selvagge di telemarketing, ovvero chiamate indesiderate a tutte le ore con particolare accanimento, negli ultimi tempi, verso i cellulari. La crescita, ha stimato il Codacons, è stata del 20% rispetto al periodo pre-Covid, con una media di cinque telefonate a settimana.

A questa palese violazione della privacy intende porre uno stop il regolamento (Dpr 26/2022) che estende il Registro delle opposizioni (cioè l’elenco a cui iscriversi per non essere disturbati, abbreviato in Rpo) a tutti i numeri nazionali, sia fissi sia mobili. Per i cellulari, che in dodici anni di vita del Registro non erano mai entrati sotto lo scudo antimolestie, si tratta di una prima volta. Alla base della nuova decisione c’è la legge n. 5/2018 che ha esteso l’ambito di applicazione del Rpo, strumento mai sottoposto, dal 2010 a oggi, a una significativa riforma, se non quella di tutelare anche gli indirizzi postali oltre ai numeri presenti negli elenchi telefonici.

Ora finalmente si volta pagina, perché entro il 27 luglio sarà operativo il Nuovo registro delle opposizioni – curato sempre dalla Fondazione Ugo Bordoni, per conto del ministero dello Sviluppo economico – che abbraccia una vastissima platea di potenziali fruitori. «Si tratta di 98 milioni di numeri telefonici – spiega il responsabile del servizio, l’ingegner Maurizio Pellegrini –, una enormità. Di questi, circa 20 milioni numeri fissi, molti dei quali non presenti negli elenchi telefonici pubblici, e oltre 78 milioni numeri mobili, tante sono le schede sim attive oggi in Italia». Con una modifica dell’ultim’ora, saranno coperte dal nuovo servizio oltre alle chiamate dei call center, anche quelle automatizzate.

Ti annullo il consenso La novità normativa più rilevante, dopo quattro anni di discussioni e rimpalli, è proprio quella dei cellulari, che ormai sono una estensione del nostro privato. Ma non è la sola. Cambia infatti l’approccio: metteremo al riparo non i numeri raggiungibili da tutti, lasciati qua e là, ma i nostri che vogliamo tutelare. Un passo avanti verso la vera svolta che sarebbe quella auspicata dal garante della concorrenza e del mercato, Roberto Rustichelli, il quale vorrebbe un registro delle inclusioni, non delle esclusioni dei numeri disponibili.

Per iscriversi al nuovo Rpo, intanto, è sufficiente attivarsi in una delle tre modalità previste (vedi sotto) e chiedere di inserire il proprio numero. Ciò consentirà il blocco di tutte le chiamate di telemarketing, indipendentemente dalla fonte da cui saranno estratti i contatti. «Con la possibilità – sottolinea l’ingegner Pellegrini – di rinnovare quante volte si vuole l’iscrizione, il che equivale ad azzerare tutti i consensi dati in precedenza alle varie società». Sì, perché se è vero che il nuovo Rpo farà tabula rasa del passato, la situazione può ripetersi anche con il nuovo regime, e andrà periodicamente resettata.

Ma tale impianto basterà a fermare i call center irregolari o con sedi in Paesi stranieri, invisi agli stessi operatori che lavorano nella legalità? Hanno dei dubbi le associazioni di consumatori, a cominciare da quella norma della legge 5/2018 che dà facoltà agli operatori dei call center di aggirare, fornendo l’identità della linea a cui essere contattati (con un prefisso “0” da fisso o “3” da mobile), il prefisso unico 0844 previsto dall’Agcom per questo genere di chiamate. C0me fare per riconoscerle e non rispondere?

Il rischio, più in generale, è di un continuo rincorrersi tra regole, soggetti che tentano di aggirarle e scappatoie trovate per eluderle. In attesa di una verifica, va detto che il diritto di opposizione al marketing telefonico vale anche per quello postale, per cui si potrà comunicare al Rpo anche l’indirizzo di casa pubblicato negli elenchi telefonici pubblici.

Occhio alle spunte In tanti, per attivare qualche carta fedeltà o avere un coupon con gli sconti, rilasciano il consenso al telemarketing, magari senza farci caso. Così oltre a ricevere le offerte, capita che il proprio numero finisca in liste online acquistabili per pochi euro. E che da quel momento partano chiamate indesiderate a raffica, che vanno ben distinte da quelle dei proprio gestori di energia o degli operatori telefonici o di pay tv a cui si è legati da contratto. Questi potranno continuare a farsi vivi senza commettere infrazioni, purché negli ambiti di competenza. In caso di violazioni, le sanzioni arrivano fino a 20 milioni di euro e, per le imprese, al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente.

Anni fa ci occupammo del problema ed emerse, oltre al tema dei call center irregolari e dei ragazzi sottopagati, un grande giro d’affari di società che magari accedono regolarmente al Registro per avere i numeri, e poi subappaltano il servizio, rendendo difficilmente ricostruibile la catena delle responsabilità. Per non parlare delle truffe per strappare un “sì” alle persone più anziane o sprovvedute, portate a concludere velocemente un contratto telefonico.

In Italia si calcolano 1.400 aziende di call center in outsourcing (cioè esternalizzate) per un fatturato annuo di 2,8 miliardi di euro (dati Assocontact). Gli occupati sono circa 120 mila, in un settore che smuove 40 miliardi di euro e che dovrà, ora, adottare adeguate contromisure, in un ping pong di interessi (privacy e marketing) che confliggono.

Come iscriversi al Registro

– Via telefono. Dal fisso chiamare il numero verde dedicato 800 957766 con l’accortezza di procedere dalla linea che si vuole inserire nel Registro pubblico delle opposizioni, così da dimostrarne la disponibilità. Si possono, infatti, proteggere tutti i numeri (compresi quelli di prime e seconde case e i numeri aziendali), ma l’avente diritto rimane sempre l’intestatario del contratto telefonico. Da telefono mobile vale lo stesso principio, cambia però il numero da chiamare: 06 42986411.

– Attraverso il sito web. Dopo l’accesso alla pagina web del rinnovato sito registrodelleopposizioni.it , si possono iscrivere fino a cinque numeri contemporaneamente, compilando un modulo elettronico. Sarà richiesto, per verificare il possesso del numero da parte dell’utente, uno squillo a un numero speciale del Registro. Nessun documento andrà esibito, come avveniva finora.

– Via e-mail. Una terza strada è rappresentata dal modulo pdf editabile, da scaricare dal sito, compilare in tutte le sue parti e poi inviare tramite e-mail. Per dare seguito alla richiesta, l’utente dovrà dimostrare la disponibilità del numero interessato, come nella modalità web. Eliminate invece tutte le altre modalità, dal fax (soppresso già nel 2019) alle raccomandate, in vigore in questi anni ma che risultano ingestibili entro un giorno lavorativo, data l’immensa platea dei nuovi fruitori interessata dal nuovo Registro.

Tag: telemarketing, registro opposizioni, privacy, Agcom

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;