Attualità

Tares, una stangata da 450 euro a famiglia

Spazzatura.jpgNuovo record per il tributo ambientale sulla casa: oltre due terzi delle Province hanno adottato l’aliquota nella misura massima del 5% e la media nazionale ha raggiunto il 4,48%. I dati emergono da un’indagine dell’Ufficio Studi di Confedilizia che evidenzia: ”E’ un tributo che tutti pagano senza neppure saperlo”.
Intanto la Cgia di Mestre rileva che dal 2000 le bollette per il pagamento delle tasse sui rifiuti sono aumentate del 67%. Secondo gli artigiani di Mestre complessivamente la Tares costerà agli italiani circa 2 miliardi in più di quanto pagavano con la Tarsu/Tia. Se tredici anni fa ogni famiglia pagava mediamente 270 euro, con il debutto della Tares l’esborso medio per ciascun nucleo famigliare dovrebbe attestarsi sui 450 euro.
Tornando invece alla tassa provinciale che viene pagata come addizionale alla Tares, oltre due terzi delle amministrazioni hanno stabilito l’aliquota del tributo ambientale al massimo: 5%. E la media nazionale ha raggiunto il 4,48%, contro il 4,41% dell’anno prima (i dati sono riferiti alle delibere 2012 in quanto per il 2013 le amministrazioni hanno tempo fino al 30 novembre per fissare le nuove aliquote). ”Il tributo provinciale per l’ambiente ha avuto una costante crescita – sottolinea Confedilizia – passando da una aliquota media del 3,08% registrata nel 1993 ad una aliquota media del 4,48% toccata nel 2012”. L’aumento in vent’anni ha dunque superato il 45%.
L’area geografica con l’aliquota media del tributo ambientale più elevata è quella del Nord (4,84%), seguita dal Centro (4,69%) e dal Sud e dalle Isole (4,31%).
Sono 81 (su 110) le Province che hanno deliberato l’applicazione dell’aliquota massima del 5%, da Alessandria a Venezia, da Ancona Viterbo, passando per Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, per citarne alcune.
Mini-aliquote solo in una manciata di Province. La più bassa è a Prato (1%). Seguono: Chieti (1,01%), Nuoro (1,50%), Matera (2%), Isernia (2,50%) e Ogliastra (2,60%).

Le tasse sui rifiuti aumentano mentre parallelamente è diminuita dell’8% la produzione di rifiuti degli italiani, scesa a 504 chili per abitante con una riduzione di ben 42 chili rispetto al 2007. E’ quanto fa notare Coldiretti. ”Complessivamente a livello nazionale – sottolinea l’organizzazione agricola – sono stati prodotti dagli italiani oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti in meno rispetto all’inizio della crisi con un rilevante effetto dal punto di vista ambientale ed economico che però non si è trasferito nei costi che invece per i cittadini aumentano”.

7 ottobre 2013 – fonte: ansa

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