Attualità

Quasi il 20% dei 14-15enni lavora

Lavoro_minorile.jpgSono più di 1 su 20 in Italia i minori di 16 anni (5,2% del totale nella fascia 7-15 anni) che lavorano. Tra i 260.000 pre-adolescenti ”costretti” a lavorare, sono 30.000 i 14-15enni a rischio di sfruttamento che fanno un lavoro pericoloso per la loro salute, sicurezza o integrità morale. Sono i primi risultati di un’ampia indagine sul lavoro minorile realizzata dall’Associazione Bruno Trentin e da Save the Children.
L’indagine (2 mila interviste a minori iscritti al biennio della scuola secondaria superiore in 15 province campione e in 75 scuole campione) intende colmare l’assenza di dati aggiornati (gli ultimi risalgono al 2002) e di un’adeguata mappatura del lavoro minorile a livello nazionale, oggi ancor piu’ critico alla luce dell’impatto della crisi economica. Si inizia anche molto presto, prima degli 11 anni (0,3%), ma e’ col crescere dell’eta’ che aumenta l’incidenza del fenomeno (3% dei minori 11-13enni), per raggiungere il picco di quasi 2 su 10 (18,4%) tra i 14 e 15 anni, eta’ di passaggio dalla scuola media a quella superiore, nella quale si materializza in Italia uno dei tassi di abbandono scolastico più elevati d’Europa (18,2% contro una media Ue a 27 del 15%). Il lavoro minorile non fa differenze di genere (il 46% dei 14-15enni che lavorano sono femmine). Le esperienze di lavoro dei minori tra i 14 e 15 anni sono in buona parte occasionali (40%), ma 1 su 4 lavora per periodi fino ad un anno e c’e’ chi supera le 5 ore di lavoro quotidiano (24%). La cerchia familiare e’ l’ambito nel quale si svolge la maggior parte delle attivita’: per il 41% dei minori si tratta infatti di un lavoro nelle mini o micro imprese di famiglia, 1 su 3 si dedica ai lavori domestici per piu’ ore al giorno, anche in conflitto con l’orario scolastico, piu’ di 1 su 10 lavora presso attivita’ condotte da parenti o amici; ma esiste anche un 14% di minori che presta la propria opera a persone estranee all’ambito familiare. Tra i principali lavori svolti dai minori fuori dalle mura domestiche prevalgono quelli nel settore della ristorazione (18,7%) come il barista o il cameriere, l’aiuto in cucina, in pasticceria o nei panifici, seguito dalla vendita stanziale o ambulante (14,7%) e dal lavoro agricolo o di allevamento e maneggio degli animali (13,6%), ma non manca il lavoro in cantiere (1,5%), spesso gravoso e pieno di rischi, o quello di babysitter (4%). Meno della metà dei minori che lavorano tra i 14 e 15 anni dichiara di ricevere un compenso (45%) e di questi solo 1 su 4 lavora all’esterno della cerchia familiare. Infine, e’ stata ricostruita una mappatura delle aree a maggior rischio di lavoro minorile in Italia: il rischio più elevato è concentrato nel Sud ma non sono escluse zone del Centro-Nord.

12 giugno 2013 – fonte: ansa

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;