Il primo obiettivo è raggiunto, e non era affatto scontato. A dicembre l’associazione Pubblica ha depositato in Parlamento più di 72 mila firme a sostengo della proposta di legge popolare “Diritto a stare bene”, per l’istituzione di un servizio di psicologia pubblica sul territorio. Dietro questa prima vittoria c’è anche Coop, che da ottobre ha dato il suo sostegno alla campagna mettendo in campo la forza della sua base sociale per raccogliere “Una firma che vale una vita”, come recitava la comunicazione dell’iniziativa.
La raccolta di firme per promuovere la psicologia pubblica
Nei negozi in grandi e piccole città di tutta Italia sono stati allestiti 60 punti di raccolta firme, dove socie e soci volontari, formati, hanno illustrato il progetto di riforma, ne hanno spiegato la necessità e le finalità, hanno raccolto le firme. «I nostri soci hanno contribuito a diffondere la consapevolezza di quanto sia importante creare una rete di psicologia al servizio di tutti. Lo hanno fatto perché siamo convinti della necessità di questo strumento, e credo che tutti noi dobbiamo fare il possibile perché questo movimento di persone che è appena nato faccia sentire la propria voce alla politica», sono le parole di Maura Latini, presidente di Coop Italia.
Latini, con una delegazione di soci Coop, era il 13 dicembre al teatro OFF/OFF di Roma, dove il comitato promotore della legge ha tenuto un appuntamento pubblico per festeggiare il traguardo, ma anche per incoraggiare i tanti sostenitori a proseguire con la campagna. Il rischio, ora, è che la proposta di legge si areni in Parlamento durante l’iter legislativo, ed è il motivo per cui Pubblica ha chiamato a raccolta i suoi partner. In tanti si sono alternati sul palco, dalla presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop) Maria Antonietta Gulino a Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni, alla filosofa e scrittrice Michela Marzano, e poi docenti universitari, avvocati, dirigenti di polizia, artisti, rappresentanti di associazioni giovanili e del mondo produttivo, parlamentari dei principali partiti politici che si sono impegnati a portare avanti il progetto in Parlamento e nelle stanze di governo.
La spesa sociale dei disturbi psichici
Non sarà un’impresa semplice, dato che la proposta prevede una riforma che segnerebbe una svolta nei servizi di welfare: l’istituzione ex novo di una rete di servizi di psicologia “di base” in scuole, ospedali, luoghi di lavoro, servizi sociali, case di comunità, centri sportivi e carceri, perché tutti, dagli studenti ai lavoratori, dagli anziani ai detenuti, possano avere a disposizione un professionista a cui chiedere aiuto quando sono in difficoltà. Perché questo si concretizzi servono 3,3 miliardi di euro, risorse che necessitano di una vera volontà politica, di qualcuno che li consideri non una voce di spesa, ma un investimento. «L’Ocse ha documentato che il costo annuale complessivo che l’Italia paga per i disturbi psichici è di 88 miliardi, cifra enormemente più alta», ha detto David Lazzari, ex presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi: «Si stima che il solo bonus psicologo nel 2022 abbia fatto risparmiare alle casse pubbliche 312 milioni di euro in termini di giorni di assenza lavorativa per malattia evitati, a fronte di un investimento di 25 milioni».
Le attività di Pubblica continueranno, per allargare il numero dei già 1.500 attivisti e far conoscere la proposta a quante più persone possibile. Tra gli obiettivi del 2026, allargare il cerchio e coinvolgere per primi i Consigli comunali. «Partiamo da qui per provare a cambiare davvero le cose, e chiedere al nostro paese di investire su sé stesso, sul proprio capitale umano», ha concluso il coordinatore di “Diritto a stare bene” Francesco Maesano. Coop ha confermato il suo sostegno, con un occhio ai giovani. L’iniziativa di Coop “Dire, fare, amare”, che chiede di portare l’educazione affettiva nelle scuole, individua proprio nello psicologo la figura che può svolgere questo ruolo, per prevenire fenomeni degenerativi come la violenza di genere, ma anche “stare accanto” a una generazione che è sempre più in difficoltà. «Faremo quello che potremo per accompagnare la campagna», ha detto Maura Latini concludendo il suo intervento.
Si va avanti.
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