Attualità

Per Bank of America una multa record da più di 16 miliardi

Banca_Multa_Dollari.jpgBattendo il “record” negativo di JP Morgan che aveva pagato 13 miliardi di dollari di multa, proprio ieri Bank of America ha ufficializzato che si appresta a sborsare 16 miliardi e 650 milioni di dollari riconoscendo le proprie colpe nella creazione e vendita di mutui e titoli tossici da cui si originò la crisi finanziaria del 2007-2008 le cui conseguenza ancora oggi il mondo sta pagando.

Nove miliardi finiranno nelle casse federali come multa vera e propria, mentre gli altri sette miliardi serviranno a ridurre le rate di mutuo delle famiglie. Se da un lato c’è da salutare con piacere il fatto che le autorità di controllo Usa perseguano con rigore questi colossi finanziari che per troppo tempo sono parsi intoccabili (le multe erogate in complesso sono arrivate a quasi 150 miliardi di dollari), resta il fatto che le cifre in ballo sono altissime e confermano indirettamente il potere enorme di banche e istituzioni finanziarie che comunque, dall’alto dei loro bilanci colossali, possono permettersi di sborsare decine di miliardi di dollari in multe senza colpo ferire.

Resta poi legittimo chiedersi cosa sia cambiato dal 2008 ad oggi di modo da evitare che follie come quella dei mutui facili nel settore immobiliare (e dei complessi prodotti finanziari costruiti su questi stessi mutui) non si ripetano. Purtroppo le cifre sul volume dei prodotti finanziari derivati scambiati nel mondo sono tornate a livelli pre-crisi, se non oltre. Parliamo di importi svariate volti superiori al Pil de mondo intero.

In più, proprio sul “Sole 24 ore” di oggi si legge di un allarme negli Usa per i mutui facili nel settore auto. Esattamente come avvenne per i mutui immobiliari si starebbero concedendo prestiti con facilità a chi poi non sarà in grado di pagarli. Le cifre sono inferiori, 450 miliardi di dollari contro i 2500 per gli immobili. Ma c’è da aver paura. Speriamo che la multa che Bank of America si appresta a pagare serva a tener a freno la speculazione.

(22 agosto 2014)

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;