Attualità

Lotta alla spreco alimentare: cosa fa Coop (in quasi 600 negozi)

Buonfine.jpgOgni italiano spreca in media circa due etti di cibo alla settimana, fra frutta, verdura, formaggi e pane fresco. Allo stesso tempo, c’è una maggiore sensibilità al tema e, complice la crisi economica, si cerca sempre più spesso di contenere gli sprechi. Per prevenire lo spreco di cibo, e non solo recuperarlo, si è celebrata ieri la prima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, istituita dal Ministero dell’Ambiente con l’obiettivo di dimezzare lo sperpero di cibo entro il 2025.  

Ma per Coop ogni giorno è dedicato alla lotta allo spreco. Infatti, recuperare prodotti alimentari che per motivi vari (confezioni danneggiate, etichette deteriorate) non possono più essere posti in vendita, pur mantenendo inalterate le proprie caratteristiche nutrizionali e igieniche, assegnandoli a titolo gratuito ad associazioni di volontariato che operano sul fronte della povertà e del bisogno, è questo ciò che viene promosso dal progetto “Buon fine” e “Brutti ma buoni”.
Il progetto di portata nazionale ma con valenza locale, nasce nel 2003 dalla consapevolezza che, per quanto le Cooperative operino secondo criteri che mirano a ottimizzare la gestione, migliorando l’efficienza dei processi e riducendo i costi, si generano volumi importanti di merce invendibile.

I prodotti destinati a tale progetto sono prodotti alimentari freschi (verdura, frutta, salumi e latticini, carne, fresco industriale), confezionati (pasta, riso, conserve, biscotti, cereali, merendine), prodotti per l’infanzia (omogeneizzati, pastine, pannolini) e liquidi (tutte le bevande esclusi gli alcoolici). In alcuni casi la cessione di prodotti è stata allargata anche al settore non alimentare.
Sono sempre di più  i negozi che, sull’intero territorio nazionale, si sono organizzati per raccogliere e distribuire gli invenduti (544 nel 2012, 52 in più rispetto al 2011) ad un totale di 813 associazioni Onlus, che hanno permesso di assistere oltre 140.000 persone in difficoltà, per un valore complessivo di merce donata al prezzo di vendita pari a 26.553.683 euro.

Attraverso i progetti “Buon fine” e “Brutti ma Buoni”, vengono  ridotti significativamente i rifiuti prodotti – 4.604 tonnellate nel 2012 – e i costi connessi a loro trasporto e smaltimento, ma soprattutto si contribuisce a creare una rete di relazioni a livello di comunità locali in grado di promuovere una cultura della responsabilità e del non spreco nei confronti di tutti gli attori coinvolti nell’iniziativa, lavoratori, soci volontari, consumatori, Enti Pubblici e associazioni, a conferma del ruolo sociale e di responsabilità della Cooperativa nei confronti della comunità che la accoglie. Il Progetto coinvolge Coop Adriatica, Coop Estense, Coop Liguria Coop Lombardia e Nova Coop.

6 febbraio 2014

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