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L’Italia davanti alla crisi: risparmia, è sfiduciata e spende poco

Carrello_spesa.jpgLa crisi continua e gli italiani cercano di adattarsi alle perduranti difficoltà. Anzi, di più: trasformano le cicatrici della crisi in nuovi o antichi valori. Il 41% dichiara di destinare al risparmio il denaro disponibile dopo aver soddisfatto i bisogni essenziali. Fra gli obiettivi di questo risparmio il futuro dei figli e le spese per la casa di proprietà.

Si afferma insomma un nuovo modello di spesa improntato alla frugalità (meno spostamenti, meno vestiti, meno svaghi e divertimenti, ma anche meno tabacco, alcol e gioco) sostenuto dalle nuove opportunità offerte da internet e dai social media (60 milioni di device mobili connessi in Italia). In questo senso tornano in auge concetti come il noleggio o l’uso al posto del possesso: solo il 44% non dichiara la propria disponibilità allo sharing (contro il 54% dei tedeschi e il 71% di francesi e inglesi).

Ma se da una parte gli italiani sembrano diventati virtuosi, dall’altra si dichiarano sfiduciati e rinunciatari. È l’italia che dice no: i non votanti sono il 43%, quelli che non hanno fiducia nelle istituzioni il 71%, il 70% quelli che non contenti della propria situazione economica; la maggioranza non partecipa a attività sociali e di volontariato (lo fa solo il 22%) non si curano (3 italiani su 10), non studiano e non lavorano (e sono ben il 24% dei giovani).

I consumi sono al palo, esclusi due comparti: quello del cibo (nelle sue varianti salutistico, etico, vegano e biologico) e la tecnologia, specie se mobile. Oltre al bio-boom (il giro d’affari solo nella grande distribuzione supererà i 700 milioni di euro), c’è da registrare un aumento dei consumi legati al fatto che il 7,1% degli italiani si dichiara vegetariano o vegano, e l’attenzione alla digeribilità dei cibi, al netto delle vere e proprie intolleranze, genera un +18% del fatturato della grande distribuzione per prodotti speciali come i senza glutine o gli alternativi al grano. Nella top ten dei prodotti più venuti nel 2014 rispetto al 2013 occupano un primo posto i prodotti senza glutine e le bevande alla soia. Gli italiani amano anche mangiare etnico (+10%) mentre rimangono al palo i beni alimentari e altri beni di uso comune di largo consumo. Due italiani su tre conoscono e apprezzano i prodotti etici: per il 33% degli italiani, il doppio rispetto alla media europea, l’origine è più importante del prezzo e della marca nella scelta dei prodotti alimentari.

Intanto l’e-commerce cresce del 20,4% solo nell’ultimo anno, con punte che superano il 40% per abbigliamento e calzature. Internet è la nuova piazza della spesa che sottrae terreno ai negozi fisici, anche ai supermercati e ai discount.

“Nonostante gli ultimi dati estivi – spiega Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, pensiamo che il 201 possa essere l’anno dell’inversione del trend negativo, a patto che si operi per il sostegno della domanda interna con provvedimenti a favore delle classi più deboli. In questo quadro, noi, che  siamo il primo distributore italiano di beni di largo consumo, crediamo che la nostra strategia debba essere quella della convenienza, che è un dovere primario di Coop, ma sempre associata a sicurezza e qualità per i consumatori”.

settembre 2014

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