Attualità

L’Autostrada del Sole: come un’opera d’arte d’asfalto e viadotti

viadotto_aglio_autostrada.jpgNell’ottobre del 1964, nell’area di sosta di Firenze nord fu inaugurata l’Autostrada del sole, alla presenza del presidente del consiglio Aldo Moro che tenne il discorso ufficiale in diretta televisiva. Era stato ultimato l’ultimo tratto fra Chiusi e Orvieto. Ora una fiction con Ennio Fantastichini su Rai 1 celebra quella grande opera e gli uomini che vi lavorarono.

I lavori per la realizzazione dell’intero percorso Milano-Napoli erano durati otto anni. Il primo tratto, tra Milano e Parma era stato completato nel 1958, quello più arduo, tra Firenze e Bologna, nel 1960. Si disse che ognuno degli 85 km del tratto appenninico avrebbe meritato una cerimonia d’inaugurazione. L’A1, con 38 gallerie e 113 viadotti era un’opera avveniristica che pose l’Italia all’attenzione del mondo intero: MoMa, il museo di New York, dedicò all’Autosole una mostra dal titolo “Un’opera d’arte italiana”.

Ponti, autogrill e la chiesa Erano vere opere d’arte, gli audaci viadotti come quello sul torrente Aglio (nella foto) con un’unica arcata di 164 metri di luce o il ponte di Levane lungo 406 metri. Fecero sensazione anche gli autogrill “a ponte” o il ponte sul Po a 16 campate di 57 m. ciascuna, che fu collaudato con 10 carri armati Patton.
È capolavoro dell’arte contemporanea la chiesa che sorge presso il casello di Firenze nord. Realizzata da Giovanni Michelucci e dedicata a chi perse la vita nel corso dei lavori, si caratterizza per la forma “a tenda”, per i pilastri che ricordano gli alberi e il tema biblico dell’arca. Al tema del viaggio è dedicato anche il portale in bronzo e ottone di Pericle Fazzini che raffigura il passaggio del Mar Rosso.

I 755 km dell’A1 da Milano a Napoli (contro gli 849 della viabilità ordinaria) potevano essere percorsi in 8 ore, mentre prima occorrevano due giorni di viaggio. Andrea Barbato aveva scritto su “Il Giorno”: “tra Milano e Salerno ci sarà qualcosa di simile a una città lunga 800 chilometri, con motel, parcheggi, ristoranti, terrazze panoramiche, uomini in tuta, pronto soccorso, uffici di polizia, ecaffè (…) un immenso nastro trasportatore del turismo, dell’espansione industriale, della possibilità di spostamento”.

Ai vantaggi economici si aggiungeva un valore simbolico: la dorsale che univa il nord e il sud d’Italia divenne espressione dell’unità nazionale. E fu anche emblema dell’Italia del “boom” anche se, paradossalmente, l’inaugurazione avvenne quando gli anni del miracolo economico avevano già lasciato il posto a una crisi congiunturale.

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti