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La patrimoniale, se sono i miliardari chiedere di pagare di più…

La patrimoniale, se il miliardaio chiede di pagare
Obama, la "Buffett rule" e l'Italia. Aumenterà la tassazione per i più ricchi?

La questione non riguarda solo l’Italia, ma anzi ha avuto il suo apice negli Stati Uniti, dove prima Clinton e poi Bush hanno ridotto la tassazione per i redditi più alti in maniera considerevole (e scandalosa). E così, in tempi di crisi drammatica, a porre una questione prima di tutto di elementare giustizia, sono stati, in diversi casi, alcuni tra i più grandi multimiliardari, come Warren Buffett, uno degli uomini più ricchi d’America, che ha "semplicemente" chiesto di pagare almeno una aliquota pari a quella della sua segretaria.
Basta pensare che sui ricavi finanziari (all’origine di molti dei problemi che hanno originato la crisi di questi anni) esiste una ritenuta secca del 15%, contro il 35% di prelievo sui redditi da lavoro.
Così il presidente Usa, Barack Obama, ha rilanciato l’idea di una "tassa sui ricchi" (la "Buffett rule"), che, detta così, sembra una cosa dal vago sapore comunista, ma in realtà è solo il recepimento di quanto detto da Buffett, cioè avere, anche per i redditi più alti, un livello di tassazione pari a quello del lavoro dipendente, al 35%. Pure in Italia di introdurre una tassa patrimoniale si è iniziato a parlare. Anche qui, proprio alcuni tra quanti potrebbero essere "vittime" di una imposta di questo tipo, hanno sollevato il tema, sostenendo che sarebbe una misura di elementare equità chiedere un contributo maggiore a chi ha di più. Così a lanciare la proposta sono stati banchieri come Pietro Modiano o imprenditori come Luca Montezemolo.
E alla fine la patrimoniale è pure tra le proposte avanzate dal cartello delle associazioni economiche (Confindustria, Abi, Alleanza delle cooperative, Rete delle imprese). Ora non resta che vedere se questo vacillante governo avrà il coraggio di imboccare questa strada.    

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