Attualità

Io, truffata dal finto tecnico e derubata

Il dolore di vedersi portare via i ricordi o i risparmi di una vita in pochi minuti. Il senso di colpa per non essere riusciti a riconoscere l’inganno. La successiva depressione, perché ci si sente improvvisamente più vecchi, alla mercé della cattiveria del primo che passa. Questi i sentimenti che attraversano la mente degli anziani, quando vengono truffati. Sentimenti che ha provato anche la signora Maria, di Modena, che racconta come si è trovata a essere vittima di una delle modalità di truffa ricorrenti e tra le più pericolose. «Proprio in quel periodo – racconta – c’erano lavori nel condominio per controllare l’impianto di riscaldamento. Dunque non mi sono insospettita quando dallo spioncino ho visto un signore piuttosto distinto che mi diceva di essere stato mandato dall’amministratore per controllare i miei termosifoni. E l’ho fatto entrare».

Mi scusi, Maria, non ha chiesto un tesserino di riconoscimento? Mi ha presentato un foglio che sembrava la carta intestata del mio condominio e una firma scarabocchiata che lui ha detto essere quella dell’amministratore. Ma a parte questo è stato molto furbo, mi ha presa anche un po’ in giro perché non mi fidavo. Intanto non mi sono accorta che la porta di ingresso del mio appartamento, invece di essere chiusa, è rimasta accostata.

Poi cosa è successo? A quel punto si è messo a controllare tutti i termosifoni con una specie di strumento. Mi ha detto che serviva per verificare che i conteggi dei consumi venissero fatti correttamente. Ha girato per tutta la casa e io gli andavo dietro. Ma ho visto che cominciava a scuotere la testa come per significare che qualcosa non andava. Purtroppo, mi ha detto, c’è qualcosa che fa interferenza con le misurazioni. Ha dei metalli come oro, argento o cose del genere? E intanto parlava, parlava, parlava…

Ovviamente i metalli in casa li aveva. I suoi gioielli. Non ha capito che si riferiva a quelli? L’ho capito, ma non mi è parso preoccupante, sul momento. Quindi ho fatto come mi ha detto il signore: li ho presi da un cassetto e li ho appoggiati sul letto. E abbiamo continuato il giro della casa. Il truffatore, continuando a lamentare interferenze, mi ha chiesto se non avessi anche dei contanti: perché persino il filo metallico delle banconote, ha detto, poteva disturbare la misurazione.

E ha creduto anche a questo? No. Improvvisamente, vista l’assurdità di tale affermazione mi sono come risvegliata da un torpore. E sono corsa subito in camera a controllare i gioielli. Ovviamente non c’erano più, perché mentre parlavo con il finto addetto era entrato un complice – dalla porta accostata – per portarseli via. Anche l’altro, vistosi scoperto, è scappato. Ho subito denunciato, sono anche stata convocata per tentare un riconoscimento di alcuni sospetti, ma purtroppo i miei gioielli – davvero poca cosa, dal valore affettivo più che altro – non sono mai stati ritrovati. 

Tag: anziani, truffa, furto

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