Attualità

Il crollo dei consumi affossa l’Iva. L’Imu salva le entrate fiscali

saldi.jpgL’Iva cala, ma l’Imu salva il gettito fiscale. E c’era da immaginarselo: col crollo dei consumi, l’imposta sul valore aggiunto lascia sul terreno l’1,8% rispetto all’anno precedente, ma anche lotto e giochi in generale sono in calo di oltre il 6%. Il ministero dell’economia ha certificato invece ce la prima rata di giugno dell’Imu ha permesso di raccogliere quasi 10 miliardi, di questi 5,9 sono andati ai comuni e circa 4 allo stato. Col bottino di fine anno si raggiungeranno addirittura tra i 24 e i 23 miliardi l’anno, di cui 14,8 incassati dai Municipi.
Anche le previsioni sui consumi non sono rosee, neppure in tempo di saldi (secondo i dati che emergono dall’indagine sui saldi invernali 2013 realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research). Sette italiani su dieci spenderanno meno di 200 euro per i saldi invernali. Sul versante dei consumatori, il 60,5% è intenzionato ad approfittare dei saldi invernali di quest’anno (con una flessione dell’8% rispetto allo scorso anno), mentre il 39,5% non prevede di utilizzarli. Secondo Federconsumatori e Adusbef, invece, le stime diffuse da Confcommercio sono ottimistiche e il numero delle famiglie che si dichiarano propense ad acquistare a saldo sarà pari ad appena il 36%-37%.

L’indagine restituisce un quadro della clientela e delle modalità con cui i consumatori approfitteranno dei saldi. La spesa media a persona è in genere non molto alta – il 68,7% non si spingerà oltre i 200 euro – e risultano in flessione le intenzioni di acquisto di tutte le tipologie di prodotti. In particolare, sono in diminuzione calzature, accessori, biancheria intima e per la casa, pelletteria, mentre dovrebbero reggere i capi di abbigliamento, che “tengono” soprattutto fra i giovani e i giovanissimi.
Se il 68,7% dei consumatori spenderà meno di 200 euro (percentuale in linea con il 68,1% dello scorso anno), il 26,8% dichiara che spenderà tra i 200 e i 300 euro mentre diminuisce la percentuale di coloro che spenderà da 300 a 500 (3% contro il 6,3% dell’anno precedente) e oltre i 500 euro (1,6% contro il 3,7% dell’anno passato).

Fonte: AnsaHelpconsumatori

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