Attualità

Il codice a barre compie 50 anni e va in pensione

transizione da codice a barra e qr code

L’immancabile “bip” che il suo passaggio produce alla cassa ci ha fatto compagnia nell’ultimo mezzo secolo, e non è certo un caso se la Bbc lo ha inserito tra le “50 cose che hanno reso globale l’economia”. Da 50 anni a questa parte il codice a barre semplifica la spesa di tutti noi, permettendo di identificare e prezzare prodotti provenienti da ogni Paese, in ogni supermercato, al solo passaggio in cassa. Eppure, dopo tanto onorato servizio, la sequenza di strisce più famosa del mondo si prepara ad andare in pensione, passando il testimone, dal 2027 a un sistema più evoluto.

«Ci stiamo preparando a sostituirlo con un nuovo codice in grado di trasmettere più informazioni», spiega Marco Cuppini, research and communication director GS1 Italy, l’organizzazione non profit  considerata a ragione la “madre” del codice a barre (vedi box), che in Italia riunisce  40 mila imprese del largo consumo (e non solo). 

La scelta del sostituto è caduta sul Qr Code, acronimo di “Quick Response Code”: il codice quadrato fatto da moduli bianchi e neri da inquadrare con il cellulare, o con un lettore, per accedere a un sito o a una app. Il nuovo codice permetterà lo scambio di un numero molto più alto di dati sia tra imprese, sia con i consumatori, avendo nella struttura gli standard GS1. «Oggi il codice a barre contiene l’indicazione del Paese di emissione del codice – contunia Cuppini -, il proprietario del brand e la referenza, e può essere letto solo dai lettori delle casse, che rimandano a un database dove sono indicati i prezzi di ciascun prodotto. Con il Qr Code si potrà aggiungere molto altro, a cominciare dal numero di lotto e dalla data di scadenza di ogni prodotto». 

Questo apre le porte a nuovi utilizzi: i punti vendita potranno per esempio gestire in modo semplice e automatico le scontistiche relative ai prodotti vicini alla scadenza, le casse saranno in grado di identificare i prodotti già scaduti che dovessero per errore restare sugli scaffali, sarà più facile effettuare controlli in caso di ritiri o richiami. La grande novità, però, è che il codice diventerà un canale di comunicazione tra prodotto e cliente. Basterà inquadrarlo con uno smartphone per atterrare su una pagina web dedicata, che potrà contenere altre informazioni come l’origine, la tracciabilità del prodotto o lo smaltimento dell’imballaggio.

IL PERIODO DI TRANSIZIONE La rivoluzione non avverrà domani. Come spiega Marco Cuppini: «Perché lo switch si renda davvero possibile bisognerà dare alle aziende produttrici e alla grande distribuzione il tempo di adeguarsi. Ipotizziamo che intorno al 2027 si dovrebbe essere pronti. Fino ad allora vedremo sempre più prodotti con i due codici affiancati. In Cina, dove sono partiti qualche mese prima di noi, i Qr Code in standard GS1 sui prodotti sono già milioni e i negozi con casse abilitate alla loro lettura sono centinaia di migliaia».

Il Qr Code “universale” di GS1 non andrà confuso con i diversi Qr code che troviamo su molti prodotti, perché sarà elaborato in base a uno standard, in modo da fornire le stesse informazioni in modo omogeneo. 

Un’anticipazione di ciò che sarà domani possiamo trovarla già sui vini della linea Fiorfiore Coop. «Nel retro dell’etichetta le bottiglie riportano un codice che, se inquadrato, fa “viaggiare” il consumatore verso una pagina web dedicata, dove trova numerose indicazioni sul vino, dall’origine alle uve usate, dalle tecniche di vinificazione, agli abbinamenti consigliati. È stato concepito in modo che chiunque voglia acquistare il prodotto possa approfondirne la conoscenza, grazie a una serie di dati che non può trovare in etichetta», spiega Luca Meconi, Program Manager IT Coop Italia, che aggiunge: «Il Qr Code sui vini Fiorfiore è in linea con gli standard di GS1 sul Digital Link del prodotto».

UN BIP NEL FUTURO Chi compra oggi un vino Fiorfiore Coop può dunque “anticipare” quella che in un domani non troppo lontano sarà l’esperienza che potremo vivere su altre categorie merceologiche. «Si potranno ottenere maggiori informazioni sul prodotto e su di chi lo produce. Si potranno per esempio conoscere le politiche di sostenibilità di un’azienda, i metodi di produzione, e scegliere con maggiore consapevolezza – continua Meconi -. Il vino è stato individuato come prodotto pilota in virtù della normativa relativa alle informazioni da fornire al consumatore, ma in realtà ha molto di più da raccontare. Pensiamo che anche per altri ambiti merceologici Coop possa estendere l’utilizzo del Qr Code in modo da amplificare le conoscenze sul prodotto».

Nel frattempo, si lavora per adeguare la macchina all’arrivo del nuovo standard; la maggior parte delle casse dei punti vendita può già oggi leggere i nuovi codici bidimensionali. «Il nostro è un percorso iniziato da alcuni anni: già oggi leggiamo il Qr Code per i pagamenti Pago Pa. Oltre alla tecnologia di lettura, successivamente serviranno le funzionalità per gestire le informazioni aggiuntive rispetto all’Ean (l’European Article Number), come il lotto e la data di scadenza. Ma ci stiamo già preparando al cambiamento». 

Tag: data di scadenza, codice a barre, qr code

Condividi su

1 Commento. Nuovo commento

  • Luca Pettinari
    6 Dicembre, 2023 9:00 pm

    Molto contento del Vostro articolo, siaMo entusiasti di come “Consumatori” educhi ed informi riguardo gli orizzonti della Cooperativa, e anzi ben oltre.. Luca P.

    Rispondi

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;