Attualità

Ferragosto con nuovi amici? Ecco come animare la conversazione…

Tavolata_estiva.jpgIl pranzo di Ferragosto è spesso un’occasione sociale che ci mette a confronto con persone nuove, conosciute da poco, magari proprio in vacanza. Che dire? Che Fare? Come rompere il ghiaccio? Il galateo ci viene in soccorso ed ecco, grazie al sito Il cerimoniale, come è meglio comportarsi. Specie se la cena è da seduti, infatti, può capitare di avere a fianco ospiti muti: a volte tacere appare una soluzione comoda (in qualche caso lo è davvero). Così può capitare che un discorso si esaurisca e si faccia d’un tratto silenzio, così, senza una ragione.

Allora, il menu aiuta a tenere in piedi la chiacchiera: la presenza di piatti inusuali, magari ispirati alla cucina regionale, può costituire il volano di molte parole. Nel silenzio, un commento sul cibo va sempre bene, magari accompagnato da una domanda piccola e salvifica: “e questo, come si cucina?”. Da qui, si possono dire cose sulla posizione che quel cibo occupa nella tradizione della regione o del paese da cui proviene e così via. Anche un commento su piatti, bicchieri, posate e tovaglia, che certo non è gran cosa, può risultare meglio di niente (“che carina, dove la hai comprata?”).

Certo, se nessuno lo aiuta, spetta poi al/lla padrone/a di casa intervenire sul silenzio, soprattutto quando è generato da una gaffe (che, sia detto per inciso, naturalmente va ignorata, come non fosse stata detta: mai tentare di rimediare con altre parole, sia del pronunciante che del colpito, è evidente, ma neppure del vicino); oppure se la conversazione si sta avvitando su un solo argomento – magari quando questo è “difficile” per qualcuno dei commensali – introducendo un nuovo tema. L’ideale è pensarci prima e tenere una piccola notizia “di riserva”: “l’altro giorno ho letto che …”. Basta poco. I giornali sono pieni di curiosità innocue, ed è sufficiente ricordarne una che introduca un argomento “accessibile” a tutti.

Altrimenti, vanno bene spunti personali: un film appena visto, un libro appena letto. Specialmente quando le persone a tavola hanno età vicine, ricordare una pubblicità, o il nome di un protagonista di telefilm, di vent’anni prima (quando l’offerta televisiva era meno ricca…), può alimentare un’ora di risate condivise.

Giova ricordare infatti che non per forza bisogna dire dei massimi sistemi: saper sostenere lo “small-talk” (non dire niente di personale o complicato, insomma) rappresenta una dote non da poco. E’ difficile farlo senza essere superficiali, ma quelli bravi ci riescono.

agosto 2014 – fonte: Il cerimoniale

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