Attualità

Europa, istruzioni per l’uso

Mai come in questi ultimi anni l’Europa, intesa come soggetto politico e istituzionale che incide con le sue decisioni sulla nostra vita di tutti i giorni, è diventata protagonista del dibattito pubblico.  Già, ma chi è l’Europa? Un tema tutt’altro che secondario visto che tra poco saranno chiamati alle urne quasi 359 milioni di elettori di 27 paesi diversi, che l’8 e il 9 giugno andranno a votare per eleggere i 720 parlamentari che comporranno il Parlamento europeo. Dunque, lasciando a ognuno le valutazioni di merito sulle proposte politiche dei diversi partiti, vale la pena provare a scoprire come è fatta e come funziona l’Unione Europea.

LA BASE SONO I TRATTATI L’Unione Europea è composta da 27 paesi (20 dei quali usano l’euro come moneta comune) che, pur restando Stati indipendenti, hanno scelto di delegare alcuni dei poteri decisionali a istituzioni da loro stessi create. Tecnicamente l’Unione Europea è un’unione di diritto, cioè fondata su trattati che sono stati approvati da tutti gli Stati membri.

SU COSA DECIDE L’UNIONE Proprio i trattati decidono i settori sui quali l’UE ha competenza. In alcuni campi l’Europa ha competenze esclusive, cioè gli Stati hanno delegato all’Unione la potestà di legiferare. In alte materie le competenze sono concorrenti, cioè a legiferare é la UE e il ruolo degli Stati è residuale: possono legiferare in questi ambiti solo in conformità a quanto deciso dall’Unione, o nel caso quest’ultima abbia deciso di non esercitare la propria giurisdizione, nel rispetto del principio di sussidiarietà.

Le materie su cui la UE ha competenza esclusiva sono unione doganale, definizione delle regole di concorrenza, politica monetaria (per gli Stati che hanno l’euro), conservazione delle risorse biologiche del mare e politica commerciale. La competenza concorrente riguarda invece mercato interno, migrazione, sanità, agricoltura, ambiente, protezione dei consumatori e trasporti. Dunque, è evidente in quante cose dipendiamo dall’Europa, con l’aggiunta che, come varie crisi e conflitti hanno evidenziato, oltre a una definizione comune delle politiche economiche servirebbe conformità e uniformità anche nel campo delle politiche fiscali, sociali, del lavoro e della difesa (e in più ci sono le politiche monetarie, che per i 20 paesi dell’Eurozona dipendono dalla Banca centrale europea).

CHI DECIDE IN EUROPA? Chi e come arriva a prendere le decisioni? Il meccanismo è abbastanza complesso perché vi concorrono, in più fasi, diverse istituzioni che sono il Parlamento europeo, che rappresenta i cittadini, il Consiglio europeo, che è costituito dai capi di Stato e di governo, il Consiglio dell’Unione Europea, che rappresenta i governi, e la Commissione europea, che rappresenta gli interessi generali dell’Unione.

IL PROCESSO LEGISLATIVO In linea generale il Consiglio europeo definisce le priorità e gli orientamenti di fondo, la Commissione propone atti legislativi (come direttive, regolamenti, decisioni) che spetta poi al Parlamento e al Consiglio approvare e adottare. Sono gli Stati membri e la Commissione a provvedere e monitorarne l’attuazione.

Come si vede si tratta di una torta a più strati che produce un iter lungo e complicato. Normalmente si parte da una proposta che viene dalla Commissione, cui poi fa seguito il parere dei Parlamenti nazionali. Poi c’è una prima lettura nella sede del Parlamento (con possibile indicazione di modifiche da apportare), cui segue un passaggio nel Consiglio europeo. Se le posizioni di Commissione, Parlamento e Consiglio coincidono, il provvedimento viene adottato. Se invece non c’è accordo si parte per una seconda lettura, che coinvolge tutti i diversi livelli. In non poche e molto importanti materie decide però il solo Consiglio e non di rado all’unanimità.

IL PARLAMENTO EUROPEO Guardando alle singole istituzioni, quella su cui i cittadini possono incidere più direttamente (attraverso il voto) è il Parlamento. Come detto, i parlamentari da eleggere sono 720, di cui (in proporzione al numero di residenti) 96 tedeschi, 81 francesi, 76 italiani, 61 spagnoli, 53 polacchi e via a scendere sino ai 6 di Cipro, Malta e Lussemburgo.

Il Parlamento si riunisce almeno 12 volte l’anno per le sessioni plenarie che sono preparate dal lavoro delle 20 Commissioni sugli specifici settori. Il Parlamento condivide la funzione legislativa con il Consiglio dell’Unione (noto come Consiglio dei ministri) ed esercita funzioni di controllo su tutte le istituzioni europee e sulla gestione dell’imponente bilancio dell’Unione.

IL CONSIGLIO EUROPEO Qui sta il cuore politico dell’Unione nel senso che il Consiglio europeo è composto dai capi di governo o presidenti di tutti i paesi membri. Il Consiglio ha un suo presidente (attualmente è Charles Michel) e alle sue riunioni partecipa anche il presidente della Commissione europea. Solitamente il Consiglio europeo arriva a prendere le sue decisioni per consenso, cioè sulla base di una proposta discussa e condivisa. Solo in alcuni casi serve un voto con maggioranza qualificata. Ci sono poi i cosiddetti Eurovertici, che riguardano solo i paesi che hanno adottato l’euro come moneta.

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE Anche se, per il nome simile, si rischia di confonderlo con quello precedente, questo organismo ha una funzione decisiva nel processo legislativo e decisionale. Noto come Consiglio dei ministri, ad esso partecipano i ministri dei diversi governi in funzione dei temi trattati (se si parla di agricoltura ci saranno i ministri competenti, se si parla di ambiente altrettanto…). In queste riunioni si discute, si modifica e infine si approva la legislazione (in concorso col Parlamento). Gli Stati membri che hanno adottato l’euro si riuniscono nel cosiddetto “Eurogruppo”, una riunione informale che si svolge di solito alla vigilia di un Consiglio dei ministri dell’Economia e delle Finanze per discutere di questioni legate appunto alla zona euro.

LA COMMISSIONE EUROPEA La Commissione europea, come il Parlamento europeo, resta in carica 5 anni. Si compone di un Commissario per ciascun Stato membro. La nomina dei Commissari e del presidente (in questo momento è Ursula von der Leyen) è frutto di un accordo politico tra gli Stati membri su cui poi si pronuncia anche il Parlamento europeo. La Commissione assolve alcune funzioni fondamentali: propone atti legislativi al Parlamento e al Consiglio europeo, dirige ed esegue le strategie politiche e di bilancio dell’Unione, vigila sull’applicazione dei trattati e della normativa europea.

Con quale sistema si vota? Tutti i paesi membri devono usare un sistema elettorale proporzionale. Ciò significa che l’assegnazione dei seggi avviene in modo da assicurare alle diverse liste un numero di posti proporzionale ai voti ricevuti (con sbarramento al 4%). L’Italia usa il voto di preferenza, che dà agli elettori la possibilità di indicare, nell’ambito della medesima lista, da una a tre preferenze, votando, nel caso di due o di tre preferenze, candidati di sesso diverso. Determinato il numero dei seggi spettanti alla lista in ciascuna circoscrizione, sono proclamati eletti i candidati con il maggior numero di voti di preferenza.

Le elezioni sono portate avanti dai partiti politici nazionali ma, una volta eletti, la maggior parte dei deputati al Parlamento europeo sceglie di aderire a un gruppo politico transnazionale. Inoltre, la maggior parte dei partiti nazionali è affiliata a un partito politico a livello europeo.

Tag: europa, parlamento europeo, elezioni europee

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