Attualità

“Dove sono gli uomini?”

Perché ha deciso di scrivere sulla violenza contro le donne? 
Il mio libro-inchiesta è sulla condizione di profonda crisi dell’uomo, in realtà. Ma parlando della crisi dell’uomo non potevo che chiedere alle donne, che ci frequentano, ci osservano, ci conoscono. Sono state loro, in più di un’occasione, a parlare, a raccontare di violenza…

Lei ha scelto di raccontare la voce mancante della storia. Non si parla quasi mai dei violenti, si preferisce concentrarsi sulle vittime, le loro storie e, magari, le loro colpe… 
Gli uomini di questa epoca sono in profonda crisi, sotto ogni profilo. La violenza è solo la conseguenza di un disagio profondo, dell’impossibilità a comunicare, oltre che di un profondo ritardo evolutivo sociale. Occorre sollevare il prima possibile una “questione maschile”, fatta di analisi, di accettazione dei nostri limiti, di costruzione di nuovi orizzonti, di limiti e paletti che solo noi possiamo e dobbiamo mettere.

Poi ci sono gli uomini “normali”: fratelli, amici, padri e compagni inorriditi quanto le donne da quello che accade ma spaesati. Perché non esistono luoghi di cosiddetta autocoscienza maschile?   
Fino a che non prenderemo coscienza noi della nostra condizione, fino a che non cominceremo a parlare tra di noi, orizzontalmente, non potrà esserci alcun processo evolutivo, alcuna forma di crescita. Alle donne nessuno ha regalato nulla, hanno dovuto sudare, e ancora sudano, urlano, per farsi capire, per essere ascoltate. Noi dobbiamo fare lo stesso. Nessuno ci porterà la soluzione. Siamo noi, in potenza, quella nuova frontiera.

La violenza contro le donne è un’emergenza di questo periodo o c’è sempre stata, sotterranea, magari non denunciata?
Sta aumentando, in modo proporzionale all’aumento della crisi degli uomini. Mancate risposte producono tensione e a volte violenza.

Quanto influisce la crisi economica, secondo lei? 
È solo un ulteriore elemento di disagio. Ma se una persona è in equilibrio affronta la crisi con creatività e ottimismo. Se è già depressa viene affossata.

E il ruolo dei genitori? 
Essenziale, ma ancora profondamente disatteso. Chi li ha allevati questi uomini a disagio? Chi li ha cresciuti ed educati?

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