Attualità

Da Coop un impegno concreto: sono 150mila le persone assistite

Buon_Fine.jpgAnche il mondo Coop è da diversi anni concretamente mobilitato sul tema del sostegno ai più poveri ed emarginati, in stretta relazione col mondo dell’associazionismo e del volontariato. Parliamo del progetto che prende il nome sia di “Buon fine” o di “Brutti ma buoni”. Un progetto che nel 2013 ha consentito di donare merci per un valore di circa 23 milioni di euro (parliamo di 4.000 tonnellate di prodotti), di assistere circa 150 mila persone attraverso il coinvolgimento di 556 punti vendita e di 906 associazioni.

Il progetto Coop consiste nel recuperare i prodotti alimentari che per motivi vari (confezioni danneggiate, etichette deteriorate) non possono più essere posti in vendita, pur mantenendo inalterate le proprie caratteristiche nutrizionali e igieniche. Questi prodotti vengono così assegnati a titolo gratuito ad associazioni di volontariato che operano sul fronte della povertà e del bisogno.

Il progetto è attivo dal 2003 e riguarda prodotti alimentari freschi (verdura, frutta, salumi e latticini, carne, fresco industriale), confezionati (pasta, riso, conserve, biscotti, cereali, merendine), prodotti per l’infanzia (omogeneizzati, pastine, pannolini) e liquidi (tutte le bevande esclusi gli alcolici). In alcuni casi la cessione di prodotti è stata allargata anche al settore no food. Il volume di merci donate nel 2013 si è ridotto rispetto al 2012 perché le diverse cooperative hanno sviluppato, dentro ai punti vendita, nuove offerte sulle stesse tipologie di prodotti (che ancora potevano essere messi in vendita) proprio per garantire ulteriori occasioni di convenienza e venire incontro alla domanda dei propri soci e consumatori.

Un’altra forma di intervento strutturale per aiutare le famiglie in difficoltà passa attraverso le parafarmacie Coop, in cui medicine e prodotti sanitari sono venduti a prezzi di circa il 20-25% inferiori rispetto alle farmacie tradizionali. Ricordiamo che sono sempre più numerosi i casi di chi rinuncia a prestazioni sanitarie proprio per le difficoltà economiche che attraversa.

settembre 2014

 

 

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