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Condominio, al via da oggi la riforma della legge

Condominio.jpgSe  vi chiedete perchè scoppia una guerra, provate ad andare a una riunione di condominio, diceva Enzo Biagi. E così, per provare a risolvere i piccoli e grandi dissidi che nascono sotto i tetti della case di città, da oggi entra in vigore la riforma del condominio disciplinata dalla Legge 220/2012. Fra le novità: l’amministratore professionista e non condomino diventa obbligatorio solo per i palazzi dove sono presenti oltre otto proprietari (in precedenza questo limite era di quattro); la carica dell’amministratore si proroga di anno in anno, a meno che non intervenga una revoca; nasce l’obbligo di tenere un conto corrente condominiale. Ancora: i condomini possono pretendere che l’amministratore abbia una polizza assicurativa e che persegua i condomini morosi entro sei mesi dall’approvazione del rendiconto annuale definitivo.

L’amministratore può agire verso i condomini morosi (con un decreto ingiuntivo) di sua iniziativa, anche senza autorizzazione degli altri condomini. Nasce l’obbligo di tenere un conto corrente condominiale (i cui estratti conto possono essere consultati dai condomini in qualsiasi momento),  una contabilità trasparente e una serie di registri e su richiesta dei condomini è possibile avere un sito web del condominio. Chi vuole potrà staccarsi dall’impianto di climatizzazione centralizzata (riscaldamento o raffreddamento) se non vi sono aggravi per gli altri condomini.

Ancora: i creditori del condominio non possono rivolgersi ai condomini in regola con i pagamenti senza prima tentare di riscuotere i loro crediti, con le dovute procedure esecutive di legge, dai condomini morosi;  il regolamento di condominio votato dall’assemblea non può vietare la tenuta di animali domestici; cambiano, infine, alcune maggioranze per le votazioni in assemblea.
Per l’Aduc “questa riforma è anche soprattutto un’occasione mancata: nessun effettivo miglioramento per le questioni relative ai creditori dei condominii e molta confusione sulla così detta anagrafe condominiale. Per non parlare della formazione degli amministratori e della mancanza di norme transitorie che, vista l’importanza e la consistenza delle modifiche, sarebbe stato meglio inserire”.

19 giugno 2013 – fonte helpconsumatori

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