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Come aiutare chi perde l’animale del cuore

una foto di un cane su un mobile, a simboleggiare il lutto per la perdita di un animale

Il nostro sguardo sugli animali è cambiato e forse per questo è cresciuto il bisogno di ritualizzare il senso di perdita per la morte dei nostri compagni di vita. Ma come affrontare questo particolare tipo di lutto? Ne parliamo con Pier Luigi Gallucci, psicologo e psicoterapeuta, autore del libro “Il dolore negato. Affrontare il lutto per la morte di un animale domestico”.

Dottore, come mai nel suo libro, a proposito del lutto che si prova per la morte del proprio animale, parla di dolore negato? Perché spesso e volentieri viene sottovalutato, minimizzato, anche magari dagli amici più stretti o dai parenti. Non viene riconosciuto come un lutto vero e proprio. E anche se nella nostra società la presenza di animali domestici è sempre più frequente, il senso di perdita per la loro morte viene considerato di serie B, con discorsi del tipo “in fondo non era mica come un figlio…”.  Ma così si svalutano i sentimenti, tanto che la persona sofferente può provare vergogna nell’esprimere liberamente il proprio dolore.

Quali altri sentimenti oltre la vergogna, possono accompagnare la perdita di un caro amico a quattro zampe?All’inizio, spesso e volentieri, c’è una possibile reazione di negazione, di shock, quindi, soprattutto se non si è avuta l’occasione di prepararsi, specie se la morte del cane o del gatto è avvenuta in modo improvviso. Dopo questo primo momento c’è la tristezza per la perdita. Tutte emozioni che possono influire sul sonno, l’appetito, le attività quotidiane e il lavoro. Un altro sentimento che può sopraggiungere è la rabbia, magari contro i veterinari che non hanno fatto abbastanza o hanno fatto male, o contro sé stessi, perché “avremmo potuto fare questo, quest’altro, non ce ne siamo accorti in tempo”, e si cade nel senso di colpa. Ovviamente sono tutti livelli che dipendono molto dalle nostre caratteristiche e dal rapporto specifico che ognuno di noi ha col proprio animale, nonché dal contesto sociale e culturale. E infine dipende da chi abbiamo intorno: il dolore condiviso con persone attente, che validano il nostro dolore, ci permette in qualche modo di elaborare questi stati emotivi.

Come è possibile aiutare una persona sofferente per la perdita di un animale? Nella mia attività clinica, e comunque nell’esperienza comune, allevia che ci sia qualcuno, familiare o non solo, che abbia un orecchio disponibile all’ascolto. Se si trova chi capisce dal punto di vista non solo cognitivo, ma anche emotivo, il peso del dolore si può alleviare.  Anche la tentazione dell’evitamento può essere superata avendo qualcuno che non minimizza il nostro lutto.

Organizzare saluti per i nostri animali che assomiglino in tutto e per tutto ai riti funebri “umani” ha un senso o rischia di peggiorare le cose? Il fatto di poter avere un momento per il saluto stabilisce un possibile prima e un dopo. Adesso ci sono molte possibilità, per organizzare questi saluti, e la legge l’ha riconosciuto, finalmente. Avere un cerimoniale simbolico di qualche tipo è uno degli elementi fondamentali sociali che aiuta l’attraversamento e non lascia in solitudine: dal punto di vista psicologico e emotivo possono aiutare molto. Inoltre celebrare il ricordo, anche con qualcosa di fisicamente reale, consente di andare avanti. Anche ad esempio conservando le ceneri.

“Per me è come un figlio”. Si può comprendere questa frase che dicono tanti proprietari di animali? Certo, possiamo comprendere, ma sappiamo bene che avere un figlio o una figlia è un conto, avere un cane o un gatto è un altro. Quello che va compreso è che le modalità delle relazioni familiari possono anche includere animali. Nella famiglia c’è spazio per tutti, da un certo punto di vista. Ciascuno, ovviamente rispetto alla propria storia personale e familiare, può trovare davvero nell’animale domestico qualcosa di affettivamente significativo e profondo.

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop

Tag: Animali, psicologia, lutto

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