Attualità

Chi decide, e cosa, in Europa? Manuale di istruzioni per l’uso

Parlamento_europeo.jpgMai come in questi ultimi anni l’Europa, intesa come soggetto politico e istituzionale che incide con le sue decisioni sulla nostra vita di tutti i giorni, è diventata protagonista del dibattito pubblico. Più spesso temuta che vissuta con simpatia, soprattutto per le vicende derivanti dalla crisi economica, l’Ue è ospite inevitabile di Tg e articoli sui giornali con raffiche di prescrizioni, moniti e raccomandazioni, tra vertici che si susseguono a un ritmo sempre più intenso. E così si afferma sempre più la percezione che il destino di ogni singolo paese “della famiglia” dipende da ciò che l’Europa decide.
Già, ma chi è l’Europa? Come si articola il complesso meccanismo che porta a produrre decisioni e provvedimenti che poi ogni paese è tenuto a rispettare? Travolti dalla foga della cronaca, nella quale ci si occupa spesso del contenuto di ogni singolo provvedimento e pochissimo del contenitore (chi sta parlando ed a che titolo), i sondaggi dicono che pochi italiani conoscono esattamente come è strutturata l’Unione.
Tema tutt’altro che secondario visto che tra un paio di mesi (tra il 22 e il 25 maggio) circa 400 milioni di persone, di 28 paesi diversi, andranno a votare per eleggere i  751 parlamentari che, dal 2014, comporranno il parlamento europeo. Dunque, lasciando poi a ognuno le valutazioni di merito sulle proposte politiche dei diversi partiti, vale la pena provare a scoprire come è fatta e come funziona l’Unione Europea.

LA BASE SONO I TRATTATI
In premessa c’è da dire che l’Unione Europea è composta da 28 paesi (17 dei quali usano l’Euro come moneta comune) che pur restando Stati indipendenti hanno scelto di delegare alcuni dei poteri decisionali a istituzioni da loro stessi create. Tecnicamente l’Unione europea è un’unione di diritto, cioè fondata su trattati che sono stati approvati da tutti gli stati membri. Dal primo trattato che costituì, a Roma nel 1958, la Comunità economica europea si è arrivati, attraverso diverse tappe intermedie, al trattato di Lisbona del 2007 che è la base su cui funziona l’Unione attuale.

SU COSA DECIDE L’UNIONE
Proprio i trattati decidono i settori su cui l’UE ha competenza. In alcuni campi l’Europa ha competenze esclusive, cioè gli stati hanno delegato alla Ue la potestà di legiferare, mentre in altri campi le competenze sono concorrenti, nel senso che sono materie nelle quali la competenza primaria a legiferare e dell’Unione europea e il ruolo degli Stati è residuale, ovvero gli Stati membri possono legiferare in tali campi solo in conformità a quanto deciso dall’Unione o nel caso quest’ultima abbia deciso di non esercitare la propria giurisdizione, sempre nel rispetto del principio di sussidiarietà. Le materie su cui la UE ha competenza esclusiva sono: unione doganale, definizione delle regole di concorrenza, politica monetaria (per gli stati che hanno l’Euro), conservazione delle risorse biologiche del mare e politica commerciale. La competenza concorrente riguarda invece: mercato interno, agricoltura, ambiente, protezione dei consumatori e trasporti. Dunque è evidente in quante cose dipendiamo dall’Europa, con l’aggiunta che come la crisi ha evidenziato, oltre ad una definizione comune delle politiche economiche servirebbe conformità e uniformità anche nel campo delle politiche fiscali, sociali e del lavoro (e in più ci sono le politiche monetarie, che per i 18 paesi dell’Eurozona dipendono dalla Banca centrale europea).

CHI DECIDE IN EUROPA?
Se nei Tg che in famiglia si ascoltano durante la cena personaggi come Josè Manuel Barroso, Herman Van Rompuy o Martin Schulz compaiono stabilmente da protagonisti, non è azzardato immaginare che ai più, queste figure, sembrino però parlare a nome di una indistinta (e indistinguibile) tecnocrazia europea, che abita a Bruxelles e che è comunque sottomessa ai voleri della potente Germania e della signora Merkel. Se la sintesi del senso comune italico è forse brutale, sicuramente c’è però da capire meglio chi e come si arriva a prendere le decisioni. Il meccanismo è infatti abbastanza complesso perché vi concorrono, in più fasi, diverse istituzioni che sono il parlamento europeo, che rappresenta i cittadini, il Consiglio europeo che è costituito dai capi di Stato e di governo, dal Consiglio dell’Unione europea che rappresenta i governi e dalla Commissione europea che rappresenta gli interessi generali dell’Unione. 

IL PROCESSO LEGISLATIVO
In linea generale il Consiglio europeo (cioè i capi di governo) definiscono le priorità e gli orientamenti di fondo, la Commissione propone le nuove leggi che spetta poi al parlamento e al Consiglio approvare e adottare. Sull’attuazione sono gli stati membri e la Commissione a provvedere e monitorare. Come si vede si tratta di una torta a più strati che produce un iter lungo e complicato. Normalmente si parte da una proposta di legge che viene dalla Commissione, cui poi fa seguito il parere dei parlamenti nazionali. Poi c’è una prima lettura nella sede del Parlamento (con possibile indicazione di modifiche da apportare), cui segue un  passaggio nel Consiglio europeo. Se le posizioni di Commissione, Parlamento e Consiglio coincidono la legge viene adottata. Se invece non c’è accordo si parte per una seconda lettura, che coinvolge tutti i diversi livelli. Se anche alla fine del secondo giro non c’è intesa l’ultima possibilità è un comitato di conciliazione. In non poche e molto importanti materie decide però il solo Consiglio e non di rado all’unanimità.

IL PARLAMENTO EUROPEO
Guardando alle singole istituzioni, cominciamo da quello su cui i cittadini possono incidere più direttamente (attraverso il voto), che è il parlamento. Come detto i parlamentari da eleggere sono 751, di cui (in proporzione al numero di residenti) 96 tedeschi, 74 francesi, 73 italiani e 73 inglesi, 54 spagnoli, 51 polacchi e via a scendere sino ai 6 di Cipro, Malta e Lussemburgo. Il Parlamento si riunisce almeno 12 volte l’anno per le sessioni plenarie che sono preparate dal lavoro delle 20 commissioni sugli specifici settori. Il Parlamento condivide la funzione legislativa con il Consiglio dell’Unione (noto come consiglio de ministri) ed esercita funzioni di controllo su tutte le istituzioni europee e sulla gestione dell’imponente bilancio dell’Unione. 

IL CONSIGLIO EUROPEO
Qui sta il cuore politico dell’Unione nel senso che il Consiglio europeo è composto dai capi di governo o presidenti di tutti i paesi membri. Il Consiglio ha un suo presidente (il belga Herman Van Rompuy) e alle sue riunioni partecipa anche il presidente della Commissione europea. Le sedute sono almeno quattro in un anno, per definire priorità e orientamento politico generale dell’Europa. Solitamente il Consiglio europeo arriva a prendere le sue decisioni per consenso, cioè sulla base di una proposta discussa e condivisa. Solo in alcuni casi serve un voto con maggioranza qualificata. Ci sono poi i cosiddetti Eurovertici, che riguardano solo i paesi che hanno adottato l’euro come moneta. 

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE
Anche se, per il nome simile, si rischia di confonderlo con quello precedente, questo organismo ha una funzione decisiva nel processo legislativo e decisionale. Noto come Consiglio dei ministri, ad esso partecipano i ministri dei diversi governi in funzione dei temi trattati (se si parla di agricoltura ci saranno i ministri competenti, se si parla di ambiente altrettanto). In queste riunioni si discute, si modifica e infine si approva la legislazione (in concorso col Parlamento). La presidenza del Consiglio dell’Unione europea viene assunta a turno dai paesi membri per un periodo di sei mesi, e nella seconda metà deL 2014 toccherà all’Italia. Le decisioni del Consiglio vengono prese con votazione e da quest’anno i criteri sono cambiati, nel senso che servirà una doppia maggioranza (voto favorevole di almeno il 55% degli stati membri in rappresentanza del 65% della popolazione). Gli Stati membri che hanno adottato l’euro si riuniscono nel cosiddetto “Eurogruppo“, una riunione informale che si svolge di solito alla vigilia di un Consiglio dei ministri dell’economia e delle finanze per discutere di questioni legate appunto alla zona euro.

LA COMMISSIONE EUROPEA
La Commissione europea, come il Parlamento europeo, resta in carica 5 anni. Attualmente si compone di un Commissario per ciascuno Stato membro. La nomina dei Commissari e del Presidente (attualmente il portoghese José Manuel Barroso) è frutto di un accordo politico tra gli stati membri su cui poi si pronuncia anche il Parlamento europeo. La Commissione assolve alcune funzioni fondamentali: propone atti legislativi al Parlamento e al Consiglio europeo, dirige ed esegue le strategie politiche e di bilancio dell’Unione, vigila sull’applicazione dei trattati e della normativa europea.

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