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Case a prova di scossa

Case a prova di scossa

Mattone, cemento, legno: idee e soluzioni per resistere meglio all'urto sismico

Case troppo pesanti per sfuggire agli effetti devastanti di un terremoto. Case ristrutturate più volte, in epoche e con materiali diversissimi tra loro, su cui intervenire è un rebus risolvibile solo dietro accurata perizia tecnica. Case poco omogenee, poco rigide nella struttura architettonica, non sufficientemente regolari nella cubatura.
Eppure è in questo patrimonio edilizio che ci ritroviamo a vivere in Italia, il paese a maggior rischio sismico d’Europa. Una scrostatina all'intonaco, ed ecco ricomparire vecchie porte o finestre murate nel tempo, che rendono le pareti più vulnerabili quando il sottosuolo comincia a tremare in senso decisamente verticale.
Come è successo lo scorso 29 maggio, a cavallo tra Emilia, Veneto e Lombardia, alle 9 del mattino, e in maniera estremamente forte. "Un’anomalia rarissima in Italia – la definisce l'ingegner Giorgio Serafini, docente di progetti di strutture all’Università di Modena – che con calcoli complessi spiega, a freddo, che l’energia sprigionata dal moto sussultorio, sommata a quella orizzontale oscillatoria, ha più che raddoppiato il carico sulle strutture murarie.
Ciononostante, e a dispetto dei duri colpi subiti dal patrimonio edilizio, non è morto nessuno sotto il crollo della propria casa. Teatro delle tragedie sono stati chiese e capannoni industriali. Tanta paura, però, e cicatrici profonde sono rimaste dentro e fuori: case inagibili, tetti pericolanti, crepe e lesioni sulle pareti domestiche anche laddove i danni possono definirsi tutto sommato superficiali.
Come intervenire allora per ripristinare la situazione quo ante? Cosa fare per rinforzare la propria abitazione e sentirsi più tranquilli in caso di altre forti scosse?
Le risposte a queste domande dipendono ovviamente da molti fattori concatenati, perché ogni abitazione rappresenta un unicum, una situazione a sè che va attentamente analizzata e monitorata nel tempo. "Ma per semplificare – risponde l’ingegner Serafini, tra i maggiori esperti in materia – possiamo prendere in considerazione una casa in muratura e l'abitazione di un condominio in calcestruzzo. La casa in mattoni è per sua definizione molto rigida e ciò pone dei problemi soprattutto d'assieme. È importante che la qualità delle malte e della tessitura sia buona. Le case più recenti hanno impalcati di piano che legano i muri uno all'altro, il che consente loro di scaricare l’energia sismica sulle strutture portanti. Nelle case più vecchie, invece, e più flessibili, a fronte di problemi di tenuta complessiva il mio consiglio è di inserire strutture metalliche a croce di Sant'Andrea in modo da ottenere ugualmente l'effetto scatola ed evitare danni più seri".
Queste "croci" risultano spesso pesanti e antiestetiche e non tutti le accettano di buon grado. Esistono comunque sul mercato soluzioni anche belle, a scomparsa, con la parte metallica chiusa a fetta di panino tra due leggeri impalcati. E non è detto, poi, che l'intervento si renda necessario, come nel caso di travi sufficientemente lunghe e solide da appoggiare in modo stabile sui piloni garantendo un grado sufficiente di sicurezza.
Ma per avere valutazioni di questo genere, a chi è necessario rivolgersi e quale spesa occorre mettere in conto? Gli ingegneri strutturisti (l’ingegneria strutturale è una branca dell'ingegneria civile) sono i più indicati per delineare un quadro d'insieme e predisporre gli interventi. La spesa da mettere in preventivo può oscillare mediamente tra i mille i duemila euro per un primo progetto di massima. Ma si possono seguire diverse strade. "Alcune nostre cooperative – sottolinea Carlo Zini, presidente nazionale dell'Ancpl (Associazione nazionale cooperative produzione e lavoro) – sono attrezzate per fornire un pacchetto completo che va dalla valutazione del danno alla richiesta di finanziamento fino alla realizzazione finale. Abbiamo progettisti, ingegneri, impiantisti e maestranze qualificate e vorrei ricordare che fino alla prossima estate sono previsti sgravi fiscali del 50% per i danni da terremoto di qualunque entità".
Rispetto alle più recenti normative, il professionista è tenuto a garantire una messa in sicurezza pari ad almeno il 60% del risultato ottimale a prescindere dallo stato dell'edificio antecedente l'evento sismico. Di lavoro dunque ce n'è, ma il più è entrare nel merito e distinguere ogni singola realtà.

C'è crepa e crepa
"Le crepe più preoccupanti – spiega ad esempio l'ingegner Serafini – sono quelle a forma di ics perché tendono a schiacciarsi e a far saltare pezzi di muro. Le altre con andamento zigzagante segnalano dei semplici distacchi sotto l'intonaco lungo i mattoni, sui quali generalmente si interviene con nuova malta per riprodurre la continuità o con altri sistemi di consolidamento delle pareti. Alludo a reti metalliche o in polipropilene da collegare con tasselli chimici, o alle resine da iniettare nei punti più critici. Relativamente più costoso è invece il sistema cosiddetto 'cuci e scuci' che prevede l'impiego di malte e mattoni di qualità controllata che vanno a sostituire quelli compromessi".
Resta da capire quali interventi sono richiesti in un appartamento in cemento armato. Nella maggioranza dei casi si saranno prodotte piccole fessurazioni sulle tramezzature non portanti, ma nessun grosso guaio in quanto il cemento armato ha una elasticità superiore al laterizio in grado di contrastare l'effetto sismico. Non sempre, ovviamente, perché nemmeno l’agglomerato di ferro e calcestruzzo può dirsi eterno, anzi nel tempo tende a deteriorarsi più in fretta del mattone. Attenzione, infine, a non tagliare le case dal basso per non indebolirle staticamente: esistono tecniche più sicure per contrastare la risalita dell'umidità.

Il Trentino insegna
E che consigli dare a chi sta cercando casa? Una valida alternativa, che torna in auge ogni volta che si verifica un terremoto, è la casa in legno. Nel Trentino-Alto Adige e in altre zone montane è un’antica tradizione da rispettare, nel resto d'Italia un’ambizione che spesso tale resta. La casa in legno sarebbe infatti più sicura e sulla carta più economica. Più sicura perché pesa circa un quinto di una casa in muratura e perciò resiste molto bene alle sollecitazioni (l’intensità dei danni da un terremoto è proporzionale alla massa). Anche sul piano del rischio incendio, poi, si comporta meglio di una casa tradizionale sebbene comunemente si creda il contrario, per via dei tempi di fuga che assicura a chi la abita. Per contro va detto che pur essendo più conveniente – si possono acquistare 100 metri quadri con meno di 100 mila euro – c'è da aggiungervi il costo del terreno, che non tutti si possono permette, e il costo ambientale in termini di impatto sulle superfici edificabili. "Se poi vogliamo accennare anche ai piccoli problemi di tutti i giorni – osserva l’ingegner Serafini – la manutenzione presenta alcune problematicità: pensiamo solo alla riparazione di un tubo dell'acqua che si dovesse rompere…".

Il legno tuttavia ha un’importanza crescente nelle moderne costruzioni. Carlo Zini, anch'egli ingegnere sismico, ricorda che "è stato impiegato nelle strutture portanti dell'ipercoop di Carpi, che ha retto benissimo all'impatto col terremoto pur sorgendo nell'area dell’epicentro". In piccola o in grande scala, vederemo nei prossimi anni nuove sperimentazioni sull’utilizzo di questa straordinaria materia prima in chiave anti-sismica  



Claudio Strano

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