Ambiente

Giovani esploratori del mare, con Coop

Vengono da Paternò, Soverato, Piombino, Vercelli e Borgosesia, Macerata, Varese e Milano, ma in realtà la lista è lunghissima, e comprende decine di comuni in tutta Italia, piccoli centri e grandi città, località di mare, collina e montagna. Tra loro c’è chi frequenta ancora le scuole superiori, chi sta studiando per una laurea in biologia marina ma anche in ingegneria, in marketing o in pedagogia. I giovani “esploratori del mare” che stanno partecipando al progetto Sea Explorers di Coop hanno provenienze e storie diversissime tra loro, ma per descrivere cosa li ha spinti a partecipare, hanno usato spesso le medesime parole: passione, conoscenza, interesse.

È l’amore per il mare il filo conduttore di questo progetto, un percorso di conoscenza e formazione gratuito realizzato da Coop con l’European Institute of Innovation for Sustainability (EIIS), istituto che si occupa di educazione e innovazione in sostenibilità, che ha come focus il mar Mediterraneo e i suoi tesori. Partito a metà aprile, Sea Explorers è stato pensato per gli under 35, soci Coop e non, offrendo loro l’occasione di imparare qualcosa in più sul nostro mare, sulle specie che lo abitano e sulle minacce che ne mettono a rischio l’esistenza, e presto porterà una parte di loro a immergersi letteralmente nelle nostre acque, non solo per godersi lo spettacolo. L’obiettivo, infatti, è formare giovani consapevoli, e capaci di contribuire a proteggere i nostri fondali, e perché no, avvicinarli alle professioni del turismo marittimo ecosostenibile.

Ora, il programma sta per entrare nel vivo. Dopo aver lanciato a marzo il progetto e raccolto oltre 400 autocandidature, il corso online di Biodiversità marina costiera si è tenuto tra aprile e inizio maggio. Quindi, EIIS e Coop hanno selezionato i 100 partecipanti più motivati, che fino al 6 giugno parteciperanno a 4 incontri formativi online per Guide escursionistiche marine, tenuti da esperti di biologia marina. Terminato questo ulteriore step, i 100 entreranno nel cuore del progetto: un soggiorno di tre giorni al mare per osservare da vicino le praterie marine e i loro abitanti, accompagnati da studiosi ed esperti.  Due gruppi da 50 partecipanti ciascuno saranno, sempre per tre giorni, all’isola d’Elba e sulla riviera del Conero: «Diventeranno veri e propri “sea explorers”, con pinne e maschera andranno in cerca delle specie marine, le censiranno e raccoglieranno le informazioni sul loro stato di salute, accompagnati dagli esperti di EIIS. Saremo in tutto 4 tutor, e li seguiremo durante tutta questa esperienza», spiega Laura Pintore, direttrice del Dipartimento Biodiversità di EIIS, che con Joelle Montesano, biologa dell’istituto, ha curato il progetto: un piano che ha avuto una gestazione di ben 8 mesi. «Non è finita qui, la cosa più eccitante è che, divisi per gruppi, i “nostri” saranno chiamati a mettersi alla prova con vere proprie challenge, sfide per testare la loro capacità di mettersi in gioco e di proporre soluzioni concrete contro le minacce che mettono in pericolo la fauna e la flora dei nostri mari».

Dieci di questi esploratori del mare, i vincitori delle challenge, saliranno a settembre a bordo della barca a vela Anywave per completare il percorso di apprendimento. «È il coronamento di un cammino che speriamo li arricchisca, in ogni caso», continua Pintore.

Già durante il corso di biodiversità marina costiera online, i giovani aspiranti “esploratori” hanno imparato a scoprire le ricchezze del mar Mediterraneo, un vero e proprio tesoro di biodiversità, che ospita più di 17 mila specie animali e vegetali.

«I moduli formativi sono costruiti per portarli letteralmente in viaggio negli ambienti subacquei, ma, soprattutto, chi ha seguito le sessioni ha potuto vedere da vicino quale sia l’impatto dell’uomo sul mare, fra traffico nautico, rifiuti, microplastiche e altri inquinanti, e conoscere i sistemi di gestione e protezione dell’ambiente marino. Ed è arrivato a comprendere che se vogliamo tutelare questo immenso patrimonio, ciascuno di noi deve stipulare un patto con la natura, e passare da una visione antropocentrica, centrata sull’uomo, a una visione ecocentrica, in cui tutte le specie sono alla pari e devono poter coesistere senza danneggiarsi l’un l’altra».

Lo scopo più alto del progetto, continua l’esperta, è portare dunque questo messaggio. I presupposti perché arrivi, ci sono tutti. Tra gli iscritti al Sea Explorers, l’entusiasmo e la passione emergono già dalle informazioni e le motivazioni che i giovani hanno lasciato nei form di candidatura: minibiografie che raccontano molto di una generazione già attenta e sensibile a certe tematiche. Tra i più di 400 aspiranti esploratori c’è chi desidera imparare cose nuove per trasmetterle ai propri figli, chi è cresciuto in montagna e proprio per questo ha sviluppato una sensibilità verso la natura. In molti scrivono: “ho voglia di imparare”, altri raccontano il desiderio di immergersi in un universo affascinante e sconosciuto, mentre alcuni già ne hanno subito il fascino, per avere fatto un corso da sub o aver preso la patente nautica. E c’è persino chi torna all’infanzia, raccontando che è in riva al mare che ha camminato per la prima volta, e che è lì che si sente a casa. Quale motivazione migliore per diventare un esploratore del mare? (Giorgia Nardelli)

Tag: Sostenibilità, mare, giovani

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;