Ambiente

Dispersione idrica, sprecato il 42% dell’acqua

L’efficienza delle reti di distribuzione dell’acqua rappresenta un punto critico per l’Italia. Il 42% dell’acqua fuoriesce dalle tubature (dice l’Istat), che sono vecchie o obsolete. Un dato costante da molti, troppi anni contenuto nell’ultimo rapporto ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) del 2022, che attribuisce al Sud Italia il 47,9% di dispersione nel tragitto verso l’utente finale, al Centro Italia il 48,7% e al Nord il 34,3%.  

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede alcune misure a tale riguardo. Basteranno? Si tratta di due miliardi di euro per finanziare il potenziamento, completamento e manutenzione straordinaria delle infrastrutture di derivazione, stoccaggio e fornitura idrica primaria da realizzare entro marzo 2026; e di 900 milioni per stendere almeno 25 mila chilometri di nuove reti per la distribuzione dell’acqua potabile e ridurre le perdite idriche, soprattutto nel Mezzogiorno. «Sono misure non sufficienti rispetto al fabbisogno», risponde l’ASviS. «Inoltre, stando a quanto riportato nel Piano per la transizione ecologica (Pte), le azioni del Pnrr dovrebbero ridurre del 15% le perdite di rete, ma con una messa a regime prevista solo al 2040». 

A Ivan Manzo, referente del gruppo di lavoro ASviS sui Goal 6-14-15 dell’Agenda 2030, abbiamo chiesto le ragioni principali dei ritardi sulla gestione dell’acqua. «Si tratta di un settore sottofinanziato anche per via di un’ambiguità della politica che, dopo l’esito referendario del 2011, non ha mai dato seguito alle diverse proposte sulla gestione della rete idrica. Inoltre, il nostro paese sconta forti ritardi sul trattamento e sulla depurazione delle acque reflue, materia che gli è valsa una sentenza di condanna da parte della Corte di giustizia dell’Ue. L’ultima legge di Bilancio prova a intervenire con un investimento articolato in 10 milioni di euro nel 2023, 20 milioni nel 2024, 30 milioni nel 2025 e 50 milioni nel 2026, e con l’istituzione di un Commissario unico per la depurazione. Da una prima analisi, però, possiamo dire che anche questa norma risulta poco adeguata in confronto all’urgenza». 

Tag: acqua, dispersione idrica, crisi idrica

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti