Prendiamo le tartarughe marine: in certe aree del globo, Golfo del Messico e Florida in particolare, il 99% dei nuovi esemplari nasce femmina, perché le alte temperature della sabbia in cui vengono deposte le uova influenzano il sesso dei nascituri. Se parliamo di insetti, zanzare per esempio, è sempre il riscaldamento climatico a far sì che certe specie tropicali, vettori di malattie infettive, siano ormai abitanti fissi delle nostre città. E altre specie possono moltiplicarsi a dismisura per effetto indiretto di eventi estremi come alluvioni o tempeste.
In natura ogni elemento è strettamente connesso con tutti gli altri, compresa la nostra salute, e sarebbe prezioso per gli umani conoscere le leggi scientifiche che governano questi processi. Perché li spingerebbe ad assumere comportamenti più consapevoli.
Una sfida per comprendere il mondo
Su questi temi ruota la campagna 2026 di Coop per la Scuola, “Pensiamo circolare”, ispirata quest’anno al modello Salute Circolare sviluppato dalla virologa Ilaria Capua, che ha contribuito anche ai contenuti della parte didattica. Oltre che alla tradizionale raccolta dei buoni per donare attrezzature ai propri istituti, gli studenti possono partecipare con i loro insegnanti a un percorso alla scoperta delle interconnessioni dell’ecosistema che governano la salute delle persone e del Pianeta. A disposizione di tutti, sul sito coopperlascuola.it, ci sono materiali di approfondimento e guide didattiche, e le classi che si iscriveranno tramite i loro insegnanti potranno partecipare ad attività mirate: per le scuole dell’infanzia, la realizzazione guidata del “Tabellone della salute circolare”, per raccontare e monitorare le buone pratiche adottate dalla classe, e per gli altri istituti un progetto di didattica attiva che prevede missioni, attività ed esperimenti, con un test conclusivo. Chi completerà il percorso parteciperà all’estrazione finale che prevede, per dieci classi di primaria e dieci di secondaria di primo grado, una giornata in un museo italiano per partecipare ad attività ed esperienze sul tema della salute circolare. Dieci classi delle superiori prenderanno parte invece, in primavera, allo spettacolo “Pensiamo Circolare”, costruito ad hoc da Geopop e Ilaria Capua.
La teoria dei quattro elementi
L’obiettivo dell’intero progetto, dice la virologa che lo ha ispirato, è parlare di salute e sostenibilità avvicinando le nuove generazioni al mondo della scienza. «Vorremmo spiegare, dati e fatti alla mano, che ogni nostro gesto o abitudine non è ininfluente, e che salute e sostenibilità sono legate a doppio filo». Il concetto di Salute Circolare viene illustrato con i quattro elementi degli antichi greci: terra, aria, fuoco e acqua, che già 2.500 anni fa avevano compreso quanto l’equilibrio tra questi fattori influenzasse la nostra salute. Non si tratta solo di impatti immediatamente percepibili, come gli effetti dell’esposizione prolungata al caldo torrido sulla salute umana, ma di eventi che come in un domino generano conseguenze su conseguenze, con esiti imprevedibili. «Il caldo, una delle rappresentazioni dell’elemento del fuoco, esercita per esempio una serie di effetti sulle popolazioni di animali e sui raccolti», prosegue la studiosa. «Pensiamo solo alle zanzare tigre, sconosciute in Italia fino a qualche decennio fa. Per effetto della globalizzazione i primi esemplari sono approdati nel nostro Paese dal Sud-Est asiatico intorno a metà degli anni ’80. Negli anni ’50 la loro presenza sarebbe stata un evento eccezionale, ma oggi, per via dei mutamenti climatici e dell’innalzamento delle temperature, hanno trovato in Italia un ambiente adatto alla loro sopravvivenza e alla riproduzione. Giacché uova e larve sono riuscite a superare l’inverno, la loro diffusione è diventata esponenziale, e queste specie sono diventate endemiche. Cosa comporta per noi? Non solo fastidio. Ogni estate assistiamo qua e là a focolai di malattie infettive esotiche come Dengue, West Nile e Chikungunya, che si diffondono proprio a causa di zanzare tropicali. Oggi sono ancora malattie limitate ad alcuni distretti, ma si prevede che nei prossimi anni i focolai aumenteranno e potrebbero diventare malattie diffuse in zone ampie del Paese».
Anche eventi estremi come le alluvioni – e qui passiamo all’elemento acqua e alle sue interazioni con la terra – che lasciano acqua stagnante sul terreno per giorni, influenzano l’agricoltura e il ciclo di vita delle zanzare, che si sa amano il caldo e hanno bisogno dell’acqua ferma per deporre le uova. «E se passiamo all’elemento aria, tempeste di vento come Vaia, che nel 2018 in Trentino ha abbattuto letteralmente 14 milioni di alberi, ha avuto un altro effetto inaspettato: il legno caduto ha creato il terreno di coltura ideale per un parassita del legno, che si è diffuso così rapidamente da attaccare anche le piante sane», prosegue Capua. Altra connessione, altro squilibrio.
Coltivare “alberi di conoscenza”
Che fare? Non resta che puntare sui più giovani: «Attraverso di loro possiamo spargere semini di consapevolezza che potrebbero diventare alberi di conoscenza all’interno delle famiglie». Per catturare la loro attenzione, il percorso contiene attività interattive e dinamiche. Ci sono le quattro guide didattiche declinate per ogni grado, realizzate da Giunti Scuola in collaborazione con SapereCoop, che propongono viaggi tra esperimenti, osservazioni e scelte quotidiane; Geopop ha prodotto contenuti digitali con esperimenti pratici e schede per ogni missione; sul sito di Coop per la Scuola, chiunque – non solo studenti e insegnanti che partecipano ai progetti didattici – può divertirsi con videogiochi. «Il “giocatore” è chiamato con il suo avatar a vincere sfide ambientali, come cercare le perdite di acqua lungo i tubi, o capire cosa fare se avvista un incendio. Ci si diverte, ma si interiorizzano anche concetti e abitudini, e si impara che noi singoli possiamo essere parte della soluzione piuttosto che del problema», spiega la studiosa.
Giochi e attività veicoleranno anche informazioni scientifiche, parlando con la forza dei dati per spiegare fenomeni complessi con linguaggi nuovi, a dimostrazione che la realtà e tutto ciò che accade si spiegano con la scienza. «Le porte della scienza vanno spalancate, perché tutti possano comprendere meglio i fenomeni che ci riguardano. Mostrare le connessioni tra gli elementi diventa anche un modo per affascinare e appassionare sempre più giovani alle materie scientifiche e coinvolgerli attivamente nelle sfide che dovranno affrontare».
“Pensiamo circolare”, l’appuntamento
La studiosa sarà a Milano il 4 settembre, al teatro Parenti, per raccontare l’iniziativa accanto al presidente di Coop Lombardia Alfredo De Bellis e al team di Geopop, partner del progetto, moderati dal giornalista del “Domani” Danilo Fastelli. E non è finita: sul sito cooperlascuola.it i partecipanti trovano un glossario su cibo e clima e, parallelamente al progetto sulla salute circolare, per tutte le classi scolastiche tornano i percorsi di educazione al consumo consapevole di SapereCoop. Si parla quest’anno di valore del cibo, elemento attraverso cui condividiamo valori, costruiamo relazioni, immaginiamo il futuro, e che si intreccia con temi che vanno dalla sicurezza alla salute, dai diritti all’ambiente. A dimostrazione, ancora una volta, che tutto nel nostro Pianeta è interconnesso.
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