Vivismart? Mica tanto. Secondo l’European Regional Obesity Report 2022 dell’OMS, circa 1 bambino in età scolare su 3 in Europa convive con l’obesità o il sovrappeso, e l’Italia nella classe di età 5-9 anni è il paese con la percentuale più elevata di giovanissimi in eccesso ponderale: ben il 42%. Come si può contrastare il problema, favorendo uno stile di vita più sano fin da piccoli?
Da diversi anni il progetto ViviSmart, nato nel 2017 in collaborazione con esperti del settore, medici, insegnanti e genitori, e rivolto ai bambini delle elementari, mira a diffondere una sana e corretta cultura dell’alimentazione, fondata sulla dieta mediterranea e l’esercizio fisico. Ideato e condotto con successo dall’alleanza Barilla, Coop e Danone (aBCD), ha prodotto risultati confermati da almeno tre ricerche scientifiche universitarie. Il bilancio è di 1.801 insegnanti, 2.511 famiglie e oltre 40 mila bambini delle classi 3a, 4a e 5a elementare coinvolti negli anni. Nel 2023 il progetto è stato infine “donato” alla Società italiana di pediatria (SIP), che ora lo gestisce dopo averlo ribattezzato “Progetto ViviSmart-SIP: a vivere sano si inizia da bambini”.
Vivismart con cibo e movimento
A ottobre sarà un anno dal cambio di testimone. «Per noi è stato un onore ricevere “in consegna” il progetto ViviSmart che si è dimostrato, nella sua fase pilota, efficace nel modificare le abitudini alimentari dei più piccoli», premette Elena Scarpato, specialista in Pediatria presso l’azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli, e referente per la SIP del progetto. «In questo anno ci siamo impegnati per farlo conoscere in ambito territoriale, grazie alle sezioni regionali della Società italiana di pediatria. Nello specifico, abbiamo preso contatto con gli uffici scolastici regionali per favorire la sua adozione da parte di almeno un centinaio di scuole elementari, che saranno coinvolte nel 2024/2025. Inoltre, riteniamo fondamentale un coinvolgimento diretto delle famiglie fin dalle primissime fasi, così da rafforzare i messaggi positivi veicolati. Per questo, all’inizio e alla fine del percorso abbiamo previsto anche incontri con i genitori dei bambini coinvolti, per favorire la massima comprensione delle finalità di questo modello virtuoso di edutainment. Il nostro obiettivo principale è favorirne la più ampia diffusione sul territorio nazionale».
La forma di fruizione è quella di una piattaforma digitale interattiva (raggiungibile su www.scuolachannel.it/projects/home/vivismart/famiglie) che, attraverso un percorso ludico-educativo articolato in una guida famiglia e 7 schede tematiche scaricabili in formato pdf, invita insegnanti e familiari a contrastare la crescente obesità infantile. E con l’aiuto del pediatra di famiglia, che ha un ruolo importante nell’ambito degli interventi multidisciplinari di educazione alla salute.
«Il pediatra può migliorare l’efficacia e la durata degli interventi coinvolgendo tutto il nucleo familiare – continua la dottoressa Scarpato -. Inoltre, monitora in modo sistematico la crescita psicofisica del bambino ed è in grado di individuare precocemente la presenza di fattori di rischio, come l’incremento ponderale eccessivo nel primo anno di vita, l’esposizione al fumo, l’insufficiente durata del sonno, la sedentarietà».
Obesità infantile, così poco smart
È così difficile invertire il trend che ci vede mal posizionati nel Vecchio Continente? «Quella dell’obesità infantile è già da diversi anni una vera e propria emergenza, non solo in Italia, ma a livello globale. Invertire la rotta è estremamente complesso, in quanto gli interventi devono avvenire su più fronti. È importante che i bambini siano abituati a seguire un corretto stile di vita fin dalle primissime epoche della vita. Perciò è fondamentale, in primis, che i genitori offrano un modello positivo in ambiente domestico. Questo modello deve però essere rafforzato in ambito scolastico, perché la scuola rappresenta un luogo insostituibile non solo per l’apprendimento di nozioni ma anche per lo sviluppo psicofisico del bambino. La scuola è il luogo ideale per mettere in atto la vera prevenzione, considerato che l’educazione alla salute, impartita fin dai primi anni di vita, consente di indirizzare da subito i bambini verso stili di vita sani».
Intanto la recente revisione dei Larn (livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) – lo strumento attraverso cui si suggerisce cosa e quanto mangiare a ogni età –, intervenuta a dieci anni dall’ultima edizione, richiede aggiornamenti anche sull’educazione alimentare dei bambini. Cambiano, in particolare, i valori di riferimento: è stato infatti ridefinito il “giusto peso” per le diverse età, adottando i valori definiti dall’OMS e condivisi dalla SIP. Oggi in sostanza i pediatri identificano sovrappeso e obesità adottando le curve dell’Organizzazione mondiale della sanità, che sono più severe e stringenti. «Facendo riferimento alle curve italiane come in passato – spiega Scarpato – si rischiava di considerare normali dei pesi che, invece, erano già falsati dall’epidemia di obesità infantile che interessa il nostro paese negli ultimi anni. Per prevenire questo problema si è reso necessario adeguare anche le raccomandazioni caloriche, alla luce dell’aumento della sedentarietà nella popolazione infantile. Ricordiamo anche che l’educazione fisica è parte integrante dello sviluppo psicofisico dei più giovani. In linea generale, i bambini dovrebbero, se possibile, andare a scuola a piedi tutti i giorni e praticare attività fisica all’aria aperta almeno 4-5 volte a settimana, di cui 3 o 4 volte in maniera organizzata e con gioco di squadra. Inoltre, anche se occasionalmente, svolgere attività all’esterno, mentre non andrebbe trascorsa più di un’ora al giorno davanti a tv e videogiochi». (Claudio Strano)
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