Quando si pensa al riciclo di cibo avanzato, viene in mente immediatamente il pane raffermo, l’avanzo più versatile di tutti. Quasi quasi varrebbe la pena farlo invecchiare per poi utilizzarlo golosamente in tutte le preparazioni che la nostra cucina tradizionale, in tutte le regioni, prevede. A parte il banale pangrattato (che si ottiene facendo tostare il pane raffermo in forno e poi tritandolo), con il pane avanzato, tagliato a fette e tostato, possiamo preparare ottime bruschette, magari con mozzarelle e alici, o pomodoro e basilico. O anche, se il tipo di pane lo consente, cioè se abbiamo a disposizione pane toscano o pagnotte rustiche simili, possiamo preparare panzanelle, pan cotto, pappa al pomodoro. Infine: tagliato a dadini e fatto saltare in padella con olio e rosmarino e aglio, si trasforma nel migliore complemento possibile per una zuppa, specie se di legumi. O, d’estate, come accompagnamento per il gazpacho assieme a dadini di cetrioli e a fettine sottili di cipolla rossa o ravanelli.
Buonissime anche le torte: il pane ammollate nel latte, con l’aggiunta di uova, mele, uvette e zucchero, diventa un sorprendente dessert, “budinoso” e rustico (dopo la cottura al forno, beninteso). Buone torte anche dai biscotti vecchi: utilizzateli come base per cheese cake. O per ottenere un crumble alla frutta, ovvero tritati e aggiunti a un po’ di burro e zucchero a formare una deliziosa crosticina sopra a una piccola teglia di frutta fresca tagliata a pezzi.