Alimentazione

Come funziona la “pagella” del cibo

nutriscore su smartphone

Nel sistema di bollinatura Nutriscore, i prodotti alimentari vengono suddivisi in cinque categorie sulla base di un punteggio calcolato tramite un complesso algoritmo che sottrae dal valore totale degli elementi “sfavorevoli” (energia, acidi grassi saturi, zuccheri, sodio), quello degli elementi “favorevoli” (percentuale di frutta, verdura, leguminose e oleaginose, fibre, proteine). Gli alimenti con punteggi molto bassi e, quindi, con preponderanza di elementi favorevoli, sono assegnati alla categoria A (verde), mentre quelli con i punteggi più alti sono assegnati alla categoria E (rosso). Ne deriva che il consumatore – osserva l’Antitrust – potrebbe essere indotto ad attribuire proprietà salutistiche ai prodotti con un giudizio positivo secondo l’etichetta Nutriscore o la valutazione dell’app Yuka e, quindi, ad esaltare senza motivo i risultati per la salute che derivano dalla loro scelta. In particolare, nel caso della app, non è chiaro il criterio in base al quale sono ordinate e proposte le alternative al consumatore.

Ma come funziona la app Yuka, scaricabile gratuitamente? Una volta scansionato il codice a barre di un prodotto, l’applicazione fornisce informazioni riguardo calorie, additivi, zuccheri, sale e grassi saturi presenti in tutti gli alimenti, alcolici eslcusi, e sui cosmetici. Il punteggio complessivo è in relazione al presunto effetto sull’organismo. Se è negativo, il programma fornisce alternative. Un’altra app, Edo, scommette sul fatto che la tecnologia potrebbe aiutarci a mangiare sano. Qualche informazione in più, rispetto a Yuka, la chiede, per calcolare la sicurezza degli alimenti sulla base della singola persona. E anziché andare da 0 a 100, usa una scala da 1 a 10.

All’iniziativa dell’Antistrust hanno plaudito in molti. Secondo la Coldiretti, «è importante per fare chiarezza su un sistema di etichettatura che boccia ingiustamente l’85% del made in Italy a tavola». Di «informazioni parziali» parla l’Unione Nazionale Consumatori, mentre per il Codacons non ci sono dubbi che tali sistemi «ingannano i consumatori modificando sensibilmente le loro decisioni di acquisto».

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